Lavoro di cucito (Hari shigoto) - Kitagawa Utamaro

lavoro di cucito (Hari shigoto) - Kitagawa Utamaro

La scelta di occuparsi di un mondo quotidiano, lontano da quello dei piaceri effimeri è possibile che derivi anche dalle restrizioni imposte nell'epoca Kansei e della sua politica restrittiva sui costumi e lusso, che imponeva tra l'altro, l'obbligo di apporre un sigillo di approvazione su qualsiasi stampa prima della sua pubblicazione

#Japan

Accanto alle bellezze ammirate e ricercate dal pubblico maschile, che frequentava nel quartiere di piacere di Yoshiwara e nelle celebri case da tè che si trovavano al suo interno, Utamaro, che probabilmente abitava proprio nelle vicinanze e sicuramente ne conosceva personalmente alcune, non si limitò a ritrarle nella loro magnificenza durante le famose parate o durante l'intrattenimento dei clienti più o meno facoltosi, ma il suo sguardo spesso definito empatico si posa anche su donne comuni, madri, mogli in te intente in faccende "normali", domestiche e spesso accompagnate dai figli.

Le restrizioni delle leggi suntuarie, basate sulla visione di un certo rigore e morigeratezza nella vita derivate dal pensiero confuciano, miravano a colpire soprattutto i prodotti di lusso dei chonin e di conseguenza anche l'editoria.

I primi a farne le spese furono i romanzi di intrattenimento, seguiti da tutto ciò che in qualche modo aveva a che fare con le immagini legate ai quartieri di piacere. Furono banditi ritratti di giovani donne della borghesia ed eliminati dalle stampe e dai dipinti le indicazioni o i nomi delle cortigiane. Ciò non impedì a Utamaro e ad altri artisti ukiyo-e di trattare questi soggetti ma, anzi, divenne uno stimolo per escogitare e sperimentare una varietà di metodi non verbali per suggerirne i nomi o l'appartenenza, aggirando così, il sistema restrittivo.

Tale processo era iniziato con i libri di stampe erotiche ma raggiunse un notevole grado di sofisticazione nei ritratti delle più famose geisha

Nel trittico Hari shigoto ( lavoro di cucito ), l'ambientazione è quella domestica in un interno. Tre donne sedute sui tatami sono impegnate nel lavoro di cucito, ognuna in un foglio della stampa. A sinistra, una guarda la stoffa trasparente a pois bianchi su sfondo nero e altre due stanno piegando un tessuto con disegni di stelle marine su uno sfondo rosa-rosso.

Nel foglio a sinistra e in quello a destra, la presenza di due bambini, uno che si intromette nel lavoro della madre arrampicandosi sul suo ginocchio e un altro che con uno specchio fa un dispetto ad un gatto, sono, come la giovinetta nel foglio al centro che tiene in mano un gabbietta con un grillo, da considerare come degli elementi sussidiari per creare varietà all'interno della composizione.

Le stoffe sottili dei kimono indossati e lasciati aperti con noncuranza sul seno delle giovani donne indicano che si tratta della stagione estiva così con il ventaglio rotondo del bambino e la gabbietta con il grillo, la cui cattura era uno dei passatempi tipici di quel periodo dell'anno. Lo sfondo giallo opaco e prezioso è indicativo dell'adeguardarsi di Utamaro alle leggi suntuarie messe in atto dalle riforme dell'epoca Kansei

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