La Isabela: La prima enclave urbana Europea nelle Americhe

La Isabela: La prima enclave urbana Europea nelle Americhe

nel suo secondo viaggio attraverso l'oceano, Cristoforo Colombo arrivò dalla Spagna con circa 1.500 uomini e con tutto ciò che gli occorreva per costruire una città da zero. Tranne le donne. Dagli scavi si evince che la prima città fondata da europei nel nuovo mondo aveva per certi aspetti una cultura materiale araba.

La prima enclave urbana Europea nelle Americhe è dunque fondata da Colombo nei primi giorni del 1494. La città si chiamava La Isabela e si trovava sull'isola di Hispaniola, nell'arcipelago delle Antille, un'isola oggi divisa tra Haiti e la Repubblica Dominicana. Doveva essere la capitale dell'America colonizzata, però ha resistito solo quattro anni. All'incirca duecento case di legno, un magazzino, una chiesetta costruita su un vecchio cimitero locale.

LA CERAMICA, INDICATORE DELLl'INFLUENZA ARABA

La Isabela appare come una piccola cittadina medievale le cui vestigia materiali, essendo del tutto tipiche per l'Andalusia, rispecchiano una sintesi romano-iberica profondamente influenzata dalla civiltà araba. Nei resoconti archeologici appaiono molti oggetti legati in generale al mondo dei musulmani di Spagna. Il miglior indicatore sarebbe la ceramica. Le ciotole da cui mangia la gente a colazione, pranzo e a cena. La Spagna del tempo dà lezioni al resto dell'Europa in fatto di igiene corporale proprio grazie all'influenza araba. Le lucerne in terracotta della città di Colombo erano state prodotte dai vasai medievali islamici di Siviglia.

Gli archeologi hanno recuperato anche frammenti di un tipo di vaso utilizzato per la ruota d'acqua, un'invenzione islamica diffusa nella Spagna medievale, alla quale erano legati una decina di recipienti simili per tirare su l'acqua dal fiume. I due pezzi intatti di bardatura trovate sul sito, uno sperone e una staffa, sono entrambi di una foggia associata all'arte dell'equitazione di ispirazione araba.

Tra le scoperte archeologiche vi sono i braccialetti di vetro, una delle pochissime categorie di oggetti associati alle donne trovati nel sito. Tali bracciali non appaiono quasi mai negli insediamenti successivi del Nuovo Mondo, mentre a La Isabela ne sono stati trovati una decina. Colombo non aveva portato con sé donne, ma aveva portato braccialetti, appositamente per il commercio, queste sono tipici per il mondo islamico medievale e sono identici a quelli trovati in molti siti del Marocco e dell'India.

Nel corso dell'esperimento "La Isabela", i coloni sembrano essere stati, da tutti i punti di vista, molto meno interessati ad adattarsi. Di estrema utilità, per indicazioni sia pur minime legate alla vita di coppia di li, sarebbe stata l'archeologia funeraria. Per quanto riguarda la vita di famiglia, tra le scoperte c'è la sepoltura di una donna taìno, a La Isabela, accanto a un neonato. Si trovava vicino alla chiesa, e accanto al suo corpo c'era un peso da rete da pesca, tipico per la popolazione locale. né su tale donna né sulle altre come lei, sappiamo nulla dai diari, dalle lettere e da altri documenti legati ai quattro anni bui della colonia spagnola.

La sua presenza, accanto al bimbo - il primo figlio di un essere umano del Vecchio Mondo con un altro del Nuovo Mondo -, nel cimitero dei coloni è molto eloquente. Nel cimitero della comunità taìno, i morti si seppellivano rannicchiati su di un fianco; questa donna invece è stata sepolta alla maniera cristiana, dunque era stata accettata diventando forse la moglie di uno spagnolo.

Il suo cranio è deformato ritualmente, secondo l'uso tipico Taìno. Lei è l'unica donna del posto, il resto sono europei. E' possibile che La Isabela non fosse comunque la sede di un'unica famiglia. Tra i 48 abitanti ci sono ancora due donne, il che di nuovo rilevante. Una di esse è di discendenza africana. Un'altra donna è stata trovata sepolta insieme a un uomo, europeo come lei. La tomba di questa coppia ha una orientazione cristiana, col capo rivolto a ovest e i piedi a est, ma è un po' più lontano dalle mura della chiesa. Morti forse nel corso di un'epidemia, sono stati sepolti con le braccia incrociate sul petto e senza alcuna offerta. dai documenti non si sa in pratica nulla su queste due donne.

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