Perché la schiavitù innescò la guerra civile americana

perché la schiavitù innescò la guerra civile americana

Una guerra che abolirà la schiavitù. I neri acquisiranno gli stessi diritti dei cittadini bianchi (unica strada realisticamente percorribile), e una popolazione bianca che non voleva la parità e non era pronta per questo grande passo di civiltà

La guerra civile non scoppia per districarsi nell'eterno e annoso problema degli schiavi ma come contrasto tra due diversi sistemi di sviluppo. La società aveva due modelli radicati, inconciliabili fra loro e alla lunga sarebbe stata costretta a decidere. Il modello del Nord o quello del Sud. Nel 1860 erano 31 milioni gli abitanti delle terre scoperte fino a quel momento negli Stati Uniti e ancora il west non era finito. dieci anni prima erano 23 milioni, da questa forte crescita demografica si può capire come il paese fosse vorace.

Era il periodo della rivoluzione industriale. Molti immigrati partono dall'Europa attratti dalla speranza di una vita migliore e dal fatto che i salari sono decisamente superiori da  quelli percepiti nel vecchio continente. I contadini sono ancora più numerosi degli abitanti delle città ma è una superiorità destinata ad invertirsi nel giro di pochi anni.

Le ferrovie mangiano chilometri su chilometri, arrivano a 53.000. C'è il diritto di voto ma solo per gli uomini, le donne cominciano a reclamarlo ma i tempi non sono maturi. Il tasso di alfabetizzazione è di circa il 90%, ma si riferisce solo ai bianchi. La popolazione per 3/4 si trova al nord dove è pieno di fabbriche e operai mentre il sud accoglie il restante nella sua economia agricola piena di piantagioni e di schiavi. Sono 4 milioni i neri ridotti a schiavitù mentre in tutti gli stati uniti se ne contano 4 milioni e mezzo. Solo 500.000 sono uomini liberi e risiedono negli Stati del nord.

Nel sud l'unica fonte di reddito è il cotone ma genera dei profitti importanti. Proprio a causa della rivoluzione industriale, la richiesta di cotone da parte delle fabbriche inglesi è continua. Invece il nord commerciale, portuale, industriale, cerca di diversificare il mercato in continua evoluzione e la politica nordista reclama più spazio in un paese dove storicamente i rappresentanti del sud avevano avuto sempre molto potere politico.

La lotta non era tra nord e sud ma anche l'ovest anzi il middle-west. C'erano terre da scoprire e non si era ancora arrivati all'oceano Pacifico. Una continua colonizzazione di territori. I nativi come gli indiani d'America non avevano diritti agli occhi di nordist e suddisti. Dovevano cedere terre e ricchezze.
una piantagione di schiavi negli Stati del sud una piantagione di schiavi negli Stati del sud
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Nel 1848 gli Stati Uniti avevano vinto una guerra contro il Messico, che da tempo aveva abolito la schiavitù, impossessandosi di grossi possedimenti come gli stati del Texas, New Mexico e più avanti la Calinfornia. Terre che sarebbero state utili per aumentare la produzione e l'economia del paese.

Sud e ovest sono storicamente in sintonia perchè entrambe basano la loro economia sull'agricoltura, ma il nord fa di tutto per spezzare questa alleanza. Il nord vuole una politica diversa dell'agricoltura ed è convinto di poter portare l'ovest a sostenere le sue ragioni.

I DAZI DOGANALI

A Washington si discute se inserire i dazi doganali. I politici vogliono che gli americani comprino prodotti americani e non inglesi. Le merci inglesi vanno dunque tassate, ma per gli Stati del sud che vivono di esportazioni, questa legge può rivelarsi contro-producente. Se anche gli inglesi applicheranno dei dazi, esportare il cotone per loro sarà un problema. Perciò affermano che non sono obbligati a rispettare le leggi federali perchè sono, ognuno, nazioni sovrane e non obbligate a rispettare direttive che vengono dal governo di Washington. Se le leggi governative vanno contro gli interessi del singolo Stato, queste leggi non saranno applicate.

Nel 1832 i dazi doganali diventano legge e il primo degli Stati del sud a ribellarsi è il South-Carolina. Un rappresentante del sud dichiara: "noi non siamo una nazione ma un unione, una confederazione di Stati uguali e sovrani. L'Inghilterra è una nazione, gli Stati Uniti non lo sono". Al nord la pensano diversamente. L'America a fine guerra sarà a tutti a gli effetti una nazione.

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LA REGOLA PER FORMARE UN NUOVO STATO

Quando il territorio scoperto è grande abbastanza da essere abitato da un migliaio di coloni bianchi, questi possono chiedere di essere riconosciuti come territorio degli Stati Uniti. Il passo successivo sarà istituire uno Stato.

Inizialmente la bandiera americana era rappresentata da 13 stelle fino ad arrivare al numero odierno di 50. Gli Stati si dividevano tra quelli in cui la schiavitù era consentita e quelli dove era vietata. Per marcare questa differenza c'era una linea chiamata Linea Mason-Dixon che stabiliva che uno Stato che si trovava a nord della linea vietava la schiavitù e sotto invece era permessa. Il nord aveva avuto schiavi in passato ma con la rivoluzione economica, gli operai si oppongono per non perdere potere di trattativa con i datori di lavoro.

Il Senato a Washington è fondamentale per le dirimere questioni sulla schiavitù. Ogni Stato manda 2 senatori a rappresentarlo e la densità abitativa di ciascun Stato non ha alcun peso. Nel 1820 nasce lo Stato del Missouri, qui la schiavitù è permessa. Per riequilibrare le sorti, dallo Stato del Massachusset, i nordisti staccano un pezzo di terra che fa nascere il Maine, qui la schiavitù è abolita.

1846 a Washington si discute se consentire nei nuovi territori messicani acquisiti, la schiavitù. Il senatore Robert Toombs dello Stato della Georgia, che col il termine "cacciarci" intendeva "vieterete la schiavitu", suddista dichiara

davanti al Dio vivente, se con le vostre leggi cercherete di cacciarci dal Texas e dal New Mexico, io sono per la secessione

senatore della Georgia Robert Toombs

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Si trova un compromesso. Nel Texas ci saranno gli schiavi, ma nel confinante New Mexico no. Della California ancora è presto per pronunciarsi. Ovest e sud non vanno più tanto d'accordo tra gli anni 40-50. I coloni delle nuove terre sono piccoli contadini e a loro gli schiavi non servono, al contrario con la rivoluzione industriale comprano dal nord macchine agricole come trebbiatrici automatiche e con le ferrovie possono spostare velocemente la loro merce da ovest verso l'est.

Il sud si vede sempre più confinato e isolato nel suo mondo e questo porta all'irrigidimento dei rappresentanti del sud. Sì, la schavitù è il motivo dello spacco ma non è per ragioni di umanità che il nord si batte in questa battaglia. La spiegazione dello scontro è più semplice. Chi vince ha l'egemonia di una visione economica. Il nord abolisce gli schiavi perchè il suo sistema economico si basa sugli operai e i marinai che non vogliono perdere la loro capacità contrattuale con l'introduzione di manodopera nera. Ma anche se liberi in questi Stati, i neri hanno pesanti limitazioni:

  1. i neri non possono votare
  2. i neri non possono andare a scuola
  3. i neri non possono partecipare alle giurie
  4. è vietato il matrimonio misto

    Lo Stato dell'Illinois va oltre. Vieta l'ingresso ai neri non residenti anche se liberi. Tradotto quelli che abbiamo siamo costretti a tenerceli ma altri non ne vogliamo.

    Negli inizi del 1800 anche gli stati del sud pensavano ad abolire gli schiavi ma decenni dopo le loro posizioni cambiano a 360 gradi. Perchè? L'impennata della richiesta di cotone produce una ricchezza tale che privarsi degli schiavi non è più un opzione.

    La popolazione nera rappresenta il 14% degli abitanti americani, ma la percentuale sale al 40% se prendiamo in considerazione solo gli Stati del Sud. Nel 1832 la Virginia ( stato nel sud) presenta una mozione per l'abolizione della schiavitù. Non passa per pochi voti. Il quesito che i bianchi si pongono è: Se passa la mozione saremo risarciti? E come? e I neri una volta liberi cosa faranno?

    NASCE LO STATO DELLA LIBERIA

    Cosi nei primi dell 800 nascono nel sud società che organizzano il rimpatrio degli schiavi in Africa da uomini liberi. Gli americani comprano una colonia in Africa e la chiamano Liberia. Cominciano i trasferimenti sotto la presidenza di James Monroe, che era un suddista e padrone di schiavi. La capitale della colonia in Africa si chiamerà Monrovia in onore del presidente.

    In pochi decenni partono 15.000 neri liberati. Verso il 1860 quando viene eletto Lincoln le cose cambiano. All'inizio del secolo l'economia nel Sud non era cosi forte, adesso la manodopera serve e quella degli schiavi è la più conveniente. I soldi macinano soldi e la domanda di cotone è continua. Inoltre la tratta degli schiavi è stata per legge abolita quindi non possono arrivare altri neri. Quelli che ci sono acquistano maggiore importanza.

    Dopo il 1830 nasce un movimento abolizionista della schiavitù per sensibilizzare la gente del nord. I padroni del sud intendono difendere le loro proprietà, schiavi inclusi, a tutti  i costi e si irrigidiscono nelle loro posizioni. L'economia forte del cotone secondo loro è sufficiente per minacciare uno scontro. Nel frattempo si pensa ad un piano B, la  secessione, al momento la si minaccia soltanto ma cominciarne a parlarne è comunque aggiungere benzina sul fuoco.

    Nel 1850 passa una legge per la quale i proprietari del sud sono maggiormente tutelati. Se uno schiavo tenta di scappare (a quei tempi succedeva continuamente) in uno Stato del nord, i federali erano costretti a dargli la caccia, prima invece non succedeva niente. Questa legge non viene digerita bene dagli abitanti del nord e il movimento proibizionista acquista maggiore visibilità.