La fuga di Élisabeth Vigée Le Brun da Parigi

la fuga di Élisabeth Vigée Le Brun da Parigi

il 5 ottobre 1789, mentre le donne di Parigi erano scese in piazza e avevano trascinato la folla alla conquista di Versailles, la pittrice si travestiva da popolana e lasciava di nascosto la capitale su una diligenza pubblica. La celebre pittrice, che portava con sé la figlia di nove anni e i suoi strumenti di lavoro, aveva come meta l'Italia, era l'inizio di un esilio destinato a durare 12 anni

Non soltanto l'artista più pagata di Francia non condivideva le speranze della rivoluzione, ma se ne sentiva minacciata in prima persona. Da tempo Madame Élisabeth era fatta oggetto di una violenta campagna denigratoria e nelle settimane che avevano preceduto la sua partenza, prima di cercare rifugio a casa di amici, si era ridotta non uscire più dalla sua dimora evitando persino di affacciarsi alla finestra nel timore di suscitare l'ostilità della gente per strada. 

Agli occhi di molti, la radiosa 35enne appariva come il simbolo di quella elite di privilegiati di cui bisognava liberare la Francia. Eppure Madame Vigée Le Brun non apparteneva ad una famiglia dell'aristocrazia o dell'alta finanza, non abusava di alcun privilegio di nascita, non si occupava attivamente di politica. La fama, la ricchezza, il successo sociale, tutto ciò che ora le si ritorceva contro come un atto d'accusa era solo frutto del talento di una immensa capacità di lavoro. 

Il popolo di Parigi non perdonava a una figlia del terzo Stato di avere eluso, forte del suo prestigio d'artista, ogni divisione di casta, fino ad assurgere all'intimità dei grandi. Non le perdonava di avere celebrato nei suoi ritratti le lusinghe di un vecchio mondo ancora capace di apparire infinitamente giovane e seducente; non le perdonava di essere la pittrice prediletta di Maria Antonietta.

Madame Vigée Le Brun e la figlia, 1789 Madame Vigée Le Brun e la figlia, 1789

La campagna denigratoria contro la sovrana non risparmia il suo entourage e finisce fatalmente per coinvolgere anche Madame Vigée Le Brun. Non solo la pittrice gode dell'appoggio di Maria Antonietta, ma ne condividere le amicizie, frequenta Il clan dei Polignac e ha nel Conte di Vaudreuil, l'enchanteur del gruppo, il suo maggiore committente privato. 

Compromessa dalle sue relazioni mondane, Madame Vigée Le Brun non può più contare interamente sulla solidarietà corporativa del mondo artistico. Ha accumulato troppo successi, troppi riconoscimenti, ha compiuto un'ascesa sociale troppo clamorosa per non destare l'invidia

Ma la cosa che meno le viene perdonata dai colleghi e l'enormità dei suoi compensi. Madama vVigée Le Brun è infatti l'artista più pagato di Francia, e anche se il marito si affretta a sperperare i suoi guadagni, ciò non attenua la gelosia professionale.

Avevo lasciato a Parigi le mie cose personali, i miei gioielli, il frutto del mio lavoro era rimasto nelle mani di mio marito che spese tutto, come ho già detto. All'estero ho vissuto solo dei ritratti che facevo.

Maybe you might be interested

l’esilio Trionfale di Élisabeth Vigée Le Brun in giro per l’Europa
l’esilio Trionfale di Élisabeth Vigée Le Brun in giro per l’Europa

L'Italia per Madame è solo la prima tappa di un lunghissimo viaggio attraverso l'Europa; un viaggio verso il nord che, passando per l'Austria e la Germania, la condurrà fino in Russia

una giovane Maria Antonietta a Versailles

la prima frase rivolta da Maria Antonietta a Madame du Barry

l’ultima conversazione tra Lady Oscar e Maria Antonietta

il diario del conte Hans Axel von Fersen

se si spegne anche la quarta candela, lo considererò un pessimo presagio

Maria Antonietta immortalata con una rosa