La grande branca laterale - nella foto la noterete sulla destra - ha ceduto e ora giace a terra, lunghissima. Sono segnali del suo costante degrado, le forze vengono a mancare.
Se pensiamo alla branca primaria centrale che in questo faggio si eleva in alto, sembra quasi un missile della Nasa che abbandona la stazione e cerca la leggerezza del cielo… ogni momento, ogni giorno, ogni stagione, impegna energie per allungarsi, per stabilizzarsi, per occupare il suo spazio biologico e non cedere. Quanto impegno ostinato!
Le carie hanno scavato dentro l'ultimo "strappo", e infatti la nuova circonferenza del tronco è diminuita a 790 cm. In più, una delle grandi branche sopraelevate è precipitata a terra, dalla parte opposta. L'albero insomma si sta lentamente smontando. Sono vecchio, mormora silenziosamente.





