Anche tra i pini alcuni esemplari sono corpulenti, basti pensare ai pini del parco di Villa Torlonia, o a quelli che possiamo incontrare a Villa Doria Pamphilj, a Villa Borghese, nella Tenuta di Castelporziano, o al cimitero acattolico, vicino alla Piramide Cestia. Una pineta diffusa che trovo splendida e trionfante sta nella parte interna del parco che circonda Villa Ada, un parco che invero necessiterebbe di maggiore cura. Esiste un ordine geometrico, una innata pulizia estetica che potrebbe ispirare un senso d'immutabilità, conservando nello stesso modo anche qualcosa di selvaggio. In attesa dei colori favolosi che il tramonto sa pittare nel cielo e addosso ai palazzi.
Ovviamente la vastità e i diversi paesaggi della città eterna ospitano diversi grandi alberi, e tra questi una specie particolarmente fortunata è quella del cedro del Libano. Ve ne sono, tra i monumentali, due nel parco che cinge Villa Borghese, uno sul Pincio e uno attorno al laghetto del tempio di Esculapio, nei parchi di Villa Torlonia e nel giardino della Villa del Priorato dell'Ordine di Malta, il più grande per circonferenza del tronco (650 cm), quindi nel parco di Villa Celimontana e accanto al Mausoleo Ossario Garibaldi, in Trastevere.
Nel parco di Villa Torlonia ve ne sono due. Il più cresciuto sta accanto alla scalinata d'accesso dell'edificio dove Mussolini trascorse i suoi anni da Dux, del fusto, tronco a fisarmonica, a più crescite, ramificazioni che si susseguono risalendo, come se rimpicciolendosi, il tronco, sentisse il bisogno di fuggire il faggio e così, a guardarlo da un certo punto di vista, sembra anche un'enorme candela.







