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Geografia culturale: definizione

Geografia culturale: definizione

La geografia culturale studia le manifestazioni culturali

La geografia culturale studia, sia nel loro processo evolutivo, sia in relazione ad un determinato momento storico, le manifestazioni culturali, in particolare le manifestazioni della vita sociale, spirituale e materiale di un gruppo umano, rispetto al territorio in cui esso è insediato, in quanto tali manifestazioni culturali hanno una valenza geografica, cioè modellano il territorio, conferendogli una particolare fisionomia e costruendo quindi il cosiddetto paesaggio culturale, ovvero un ambito territoriale inteso come entità intrisa ed impregnata di valori culturali.Tra le principali manifestazioni culturali con valenza geografica studiate dalla geografia culturale si annoverano:
• Lingue → sono una manifestazione culturale, in particolare della vita sociale di un gruppo umano. Da un punto di vista geografico è interessante innanzitutto la distinzione in gruppi e famiglie, che sono poi in rapporto con le relative etnie; tra i gruppi più importanti c’è senza dubbio quello indoeuropeo. Inoltre, è interessante la diffusione a livello mondiale del cinese, dell’inglese e dello spagnolo, mentre all’inteno del mondo islamico predominante è l’arabo.
• Religioni → sono una manifestazione culturale, in particolare della vita spirituale di un gruppo umano. Da un punto di vista geografico è interessante la distinzione tra religioni etniche (comportano oltre alla professione di fede, anche l’appartenenza ad una specifica etnia e l’adesione ad un determinato genere di vita) e religioni universali (possono essere professate da qualunque uomo della terra, in quanto prescindono sia dall’etnia sia dal genere di vita).
• Regimi alimentari → sono una manifestazione culturale, in particolare della vita materiale di un gruppo umano. Da un punto di vista geografico è interessante tenere presente che il regime alimentare può essere definito come l’insieme dei consumi abituali e caratteristici di un gruppo umano, relativamente ad un determinato contesto territoriale. Su tale regime, o meglio sui suoi componenti, cioè gli alimenti semplici e composti che lo costituiscono, agiscono i determinati o fattori, i quali sono pregni di valenza geografica (ambiente naturale, flussi migratori, organizzazione della rete commerciale). E da questa combinazione tra componenti e determinanti deriva la varietà e differenziazione dei regimi alimentari, da quelli di tipo primitivo o tipici di popolazioni con un basso grado di civiltà a quelli di tipo polibromatico o addirittura iperbromatico, tipici di popolazioni con un alto grado di civiltà.

La geografia culturale procede dapprima all’individuazione dei cosiddetti “tratti culturali”, ovvero le caratteristiche peculiari e distintive di una determinata cultura, intesa sia in senso materiale sia in senso immateriale, e successivamente realizza la qualificazione del territorio, in cui tali tratti risultano diffusi come regione culturale. Più regioni culturali insieme formano un territorio di più ampie dimensioni, detto “complesso culturale”, che assommando in sé forme ed aspetti comuni della vita culturale delle regioni di cui è formato, si compone di sottosistemi ideologico, sociologico e tecnologico, tra loro interconnessi da rapporti di reciproca influenza.

 
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