Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 05; 41-50

Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 05; 41-50

Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 05; 41-50
[41] Volumus enim eum, qui beatus sit, tutum esse, inexpugnabilem, saeptum atque munitum, non ut parvo metu praeditus sit, sed ut nullo [41] Vogliamo infatti che chi è beato sia sicuro, inespugnabile, armato e mmunito al da essere preda non di un piccolo timore, ma di nessuno
Ut enim innocens is dicitur, non qui leviter nocet, sed qui nihil nocet, sic sine metu is habendus est, non qui parva metuit, sed qui omnino metu vacat Infatti come è definito innocente non chi fa poco male, ma chi non ne fa affatto, così deve essere considerato senza paura non chi teme poche cose, ma chi è del tutto privo di timore
Quae est enim alia fortitudo nisi animi adfectio cum in adeundo periculo et in labore ac dolore patiens, tum procul ab omni metu Infatti che altro è la forza se non una disposizione dellanimo tollerante nella fatica e nel dolore, tanto quando viene il pericolo, tanto lontano da ogni timore

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Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 03; 34-64
Cicerone, Tuscolanae Disputationes: Libro 03; 34-64

Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 03; 34-64

Atque haec certe non ita se haberent, nisi omne bonum in una honestate consisteret E sicuramente queste cose non sarebbero così se ogni bene non consistesse nella sola onestà
[42] Qui autem illam maxume optatam et expetitam securitatemsecuritatem autem nunc appello vacuitatem aegritudinis, in qua vita beata posita esthabere quisquam potest, cui aut adsit aut adesse possit multitudo malorum [42] E chi può avere quella sicurezza incredibilmente desiderata e richiesta (infatti chiamo ora sicurezza la mancanza di mali in cui fu posta la vita felice, se in lui è presente o può esserlo una moltitudine di mali

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Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 01; 502-526

Qui autem poterit esse celsus et erectus et ea, quae homini accidere possunt, omnia parva ducens, qualem sapientem esse volumus, nisi omnia sibi in se posita censebit Chi inoltre potrà essere sicuro e stabile e tale da considerare piccole tutte le cose che possono accadere alluomo, come vogliamo che sia il sapiente, se non riterrà che tutte le sue cose siano riposte in lui
An Lacedaemonii Philippo minitante per litteras se omnia quae conarentur prohibiturum quaesiverunt, num se esset etiam mori prohibiturus: vir is, quem quaerimus, non multo facilius tali animo reperietur quam civitas universa E i lacedemoni chiesero a Filippo che minacciava per lettera che avrebbe impedito tutte le cose che fossero intraprese, se avrebbe loro proibito anche di morire: Non si troverà più facilmente di tutta una città luomo di tale sentimento, che noi cerchiamo

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Latino: dall'autore Cicerone, opera Tuscolanae Disputationes parte Libro 04; 61-70

Quid E che
ad hanc fortitudinem, de qua loquimur, temperantia adiuncta, quae sit moderatrix omnium commotionum, quid potest ad beate vivendum deesse ei, quem fortitudo ab aegritudine et a metu vindicet, temperantia cum a libidine avocet, tum insolenti alacritate gestire non sinat Aggiunta a questa forza, di cui parliamo, una temperanza tale che sia moderatrice di tutti i sentimenti, che cosa può mancare per vivere bene a quello che la forza proteggerà dalla sofferenza e dalla paura, e la temperanza richiamerà dalla passione sfrenata e non lascerà impazzite in una gioia fatua
Haec efficere virtutem ostenderem, nisi superioribus diebus essent esplicata Mostrerei che queste cose formano la virtù se non fossero state spiegate nei giorni precedenti
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