Balzac e gli alberi eterni: viaggio tra gli olivastri di Luras

Balzac e gli alberi eterni: viaggio tra gli olivastri di Luras

Nel 1838 Honoré de Balzac, uomo dai molti vizi in costante bisogno di danaro, visita la Sardegna in cerca dell'acquisto di concessioni minerarie che però non riesce a concludere; fuggendo dai creditori torna in patria sotto le spoglie di un mendicante imbarcandosi a Cagliari, ma nel frattempo ha percorso l'isola a cavallo

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Ho attraversato foreste vergini [...]. Ci sono querce gigantesche, alberi da sughero, lauri, eriche di trenta piedi di altezza

Honoré de Balzac

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Di quel paradiso è rimasto ben poco, sebbene ai nostri occhi ancora parecchio. E uno dei protagonisti è l'olivastro millenario di Luras, poco distante dal Lago del Liscia, un esemplare dall'aspetto saure­sco: lunghe code radicali a terra, fusti arcati e fitti, rami impilati per sostenere il peso, cortecce modellate dal ribollire delle profondità legnose e paesaggio da Far West intorno.

La circonferenza del tronco è pari a 11 m e 20 cm, 18 alla base. Le stime dell'età, a dire il vero, sono molto generose: si parla di tre e quattromila anni; il più grande dei due, secondo le esperienze di campioni e analisi di passaggi di distanzi, avrebbe soltanto duemila anni (misure del tronco: 820 cm, 13 m alla base). Invece il maggiore è circondato da una corda che impedirebbe di poterlo accarezzare.

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