Sebbene furono molte le pittrici nel rinascimento, era difficile che fossero donne di nobili origini a praticare l'arte. Le artiste erano vincolate dalle convenzioni del tempo e dovevano sottomettersi ai dettami della moralità. I colori del dipinto sul cavalletto e della tavolozza della Anguissola creano un vibrante contrasto con la sobria immagine dell'artista stessa e con l'oscurità della stanza.
La luce che inonda il cavalletto pare soffermarsi sul volto e le mani di Sofonisma legandola al suo soggetto, proprio come fa il pennello posizionato sulla tela. Nonostante la giovane età, l'artista indirizza all'osservatore uno sguardo diretto e sicuro. La pittrice aveva visitato Roma dove aveva ricevuto i complimenti di Michelangelo.
Nel 1559 l'artista divenne pittrice di corte e dama di compagnia di Elisabetta di Valois, e il re combinò il suo primo matrimonio. Nel 1569 tornò a Roma dove continuò a dipingere finché l'età avanzata la cecità non glielo impedirono
Gli intimi e pagati autoritratti di Sofonisba Anguissola ci mostrano la sua aria dignitosa e gli occhi brillanti. Ritraendosi spesso in atto di suonare o mentre dipinge al suo cavalletto, con i colori a portata di mano, il pennello pronto, Anguissola e l'epitome di tutto ciò che una donna provvista di un'educazione poteva essere a metà del Cinquecento. Il suo successo ebbe una risonanza tale che ispirò molte famiglie di tutta Europa a instillare nella loro figlie un analoga ambizione professionale. Ritraendo donne impegnate in attività intellettuali, dipinse il celebre il ritratto delle proprie sorelle intente a conversare durante una partita a scacchi









