Fu una signora con una vita così tumultuosa che il re dovette risparmiargliela per ben due volte. Julie d'Aubigny nacque nel 1670 (secondo altre fonti nel 1673) probabilmente a Parigi, anche se non esistono documenti che lo confermino. Suo padre era segretario del Gran Scudiero della reggia di Versailles.
Monsieur d'Aubigny si ritrovò a crescere una figlia stupenda e assolutamente ingestibile che, per di più, viveva in mezzo agli uomini. Preoccupato per la sua sicurezza e rassegnato al fatto che provare a controllarla era come tentare di mettere il guinzaglio a un gatto, il povero genitore optò per insegnarle a difendersi nel caso in cui ce ne fosse stato bisogno.
Julie divenne l'amante del capo di suo padre, l'unico uomo che monsieur d'Aubigny non poteva sfidare a duello per difendere l'onore della figlia.
Per non finire ai ferri corti con il suo dipendente, l'amante di Julie le organizzò in fretta e furia un matrimonio con un certo Maupin, con l'intento di rimediare alle voci che avevano preso a circolare secondo cui Julie non sarebbe mai stata una donna sposata e rispettabile, cosa che all'epoca era di vitale importanza. Il signor Maupin, curiosamente, trovò quasi subito un buon lavoro dall'altra parte della Francia e disgraziatamente dovette partire, lasciando la moglie a Parigi con l'amante. Alla prima occasione Julie (che nel frattempo era diventata madame de Maupin, una signora sposata presumibilmente rispettabile), lasciò Parigi con un istruttore di scherma ricercato dalla polizia per aver assassinato alcuni signori in un duello. Anche quella storia in realtà non durò a lungo.
A quel punto, per la prima volta nella vita, Julie si ritrovò a doversi guadagnare il pane senza la protezione di suo padre.
Julie decise che era stufa degli uomini e che voleva una fidanzata; bionda. Ciò che sicuramente corrisponde alla realtà è che, proprio in quel periodo, la figlia di un noto commerciante si innamorò perdutamente di lei. Julie la ricambiò con un certo ardore e le due si dimostrarono il mutuo interesse in modo soddisfacente per entrambe. Il padre della ragazza, non troppo felice della situazione, spedì la figlia in convento ad Avignone, con l'intento di allontanarla il più possibile dalla Maupin. Julie mollò il lavoro ed entrò nello stesso convento come novizia per liberare l'amata e riprendere il discorso da dove era stato interrotto.
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Hortense Mancini, venne al mondo nel 1646 a Roma dal padre Lorenzo Mancini e dalla madre Girolama Mazzarino. Il padre morì quando i suoi figli erano ancora piuttosto giovani e sua moglie rimase vedova...
Il piano era il seguente: recuperare il cadavere di una suora morta da qualche giorno, metterlo nel letto della ragazza e scappare dal convento. Le altre suore non avrebbero notato qualche differenza tra un cadavere e una novizia? Nessun problema! Basta bruciare il convento.
Le due amanti rimasero insieme diversi mesi prima che la figlia del mercante tornasse a casa per ragioni a noi ignote. Forse potrebbero avere qualcosa a che fare col fatto che Julie aveva dovuto lasciare Marsiglia di gran carriera, dopo essere stata accusata di profanazione di tombe, sequestro di persona, incendio di un convento e altre due o tre cosucce. Va da sé che l'avevano condannata a morte e aveva dovuto tagliare subito la corda. Curiosamente, sulla sentenza non compariva il suo nome, ma quello di un certo signor d'Aubigny, forse per evitare alla famiglia della ragazza l'imbarazzo di uno scandalo lesbico.
Julie partì di corsa per Parigi e tornò a cantare nelle taverne per guadagnare qualche soldo.
Julie voleva tornare a cantare all'opera, ma prima doveva sbarazzarsi di quella scomoda condanna a morte. Una volta a Parigi, fece pressioni sul suo primo amante e ottenne che il re le concedesse la grazia. Dopo aver offerto un po' di calore a un numero considerevole di individui per ottenere un'audizione, Julie riuscì a entrare alla prestigiosa Accademia Reale di Musica, allora conosciuta come Opéra de Paris.
Julie non possedeva una gran tecnica musicale, ma aveva una voce molto melodiosa e un gran talento come attrice . Dopo il debutto sulle scene, Julie diventò ufficialmente «la Maupin», una delle attrici più amate dal pubblico. Ebbe un tale successo che arrivarono addirittura a modellare su di lei i ruoli da protagonista riservati alle soprano.
Nonostante la fama, la Maupin non smise di vestirsi da uomo né di andare a caccia di nuovi amanti nelle taverne. La sua vita era un susseguirsi di scandali, cosa che affascinava il pubblico ancora di più.
Siccome molti di quelli su cui aveva la meglio con la spada raccontavano di essere stati attaccati da diversi uomini (per non ammettere che una cantante d'opera gliele aveva suonate di santa ragione), Julie iniziò a collezionare trofei: piccoli oggetti, orologi da taschino, cose del genere. Così, se qualcuno metteva in giro delle falsità, lei andava a restituirgli l'oggetto rubato e distruggergli la reputazione.
A questo punto della storia, la Maupin non aveva ancora compiuto ventun anni. Un altro dei grandi scandali di questa storia ebbe luogo qualche anno dopo, quando la Maupin partecipò a un ballo organizzato dal fratello di Luigi XIV. Ovviamente si presentò in abiti maschili e per tutta la sera corteggiò una signorina dell'alta società fino a che, mentre ballavano insieme, le due iniziarono a baciarsi davanti a tutti. Immediatamente, tre uomini che durante il ricevimento avevano cercato di entrare nelle grazie della signorina e che si erano irritati sempre di più nel vedere che la Maupin monopolizzava l'attenzione, la sfidarono a duello. Un tipico venerdì sera, insomma.
La Maupin dichiarò che si sarebbe battuta contro tutti e tre contemporaneamente, per non perdere tempo. Uscirono nei giardini, sguainarono le spade e in men che non si dica Julie lasciò i tre avversari a terra e tornò al ballo, perché le signorine in sala non si sarebbero certo corteggiate da sole. All'epoca, i duelli andavano ancora per la maggiore, ma tecnicamente erano proibiti dalla legge. Perciò, tecnicamente, Julie era di nuovo condannata a morte. Riuscì però a scamparla anche questa volta, perché a quanto pare il re e suo fratello si erano gustati la scena con grande divertimento
Re Luigi XIV aveva deciso di attenersi alla norma stabilita dal suo predecessore, Luigi XIII, che nel 1626 aveva reso illegali i duelli. Anche se ormai erano passati più di cinquant'anni da quella disposizione, i duelli continuavano a essere disputati regolarmente per riparare a eventuali offese, anche se con più discrezione