Anne Lister e il diario segreto della prima lesbica moderna

Anne Lister e il diario segreto della prima lesbica moderna

La storica Helena Whitbread trovò per caso in un archivio di Halifax (Inghilterra) un diario in ventisei volumi che conteneva tra i quattro e i cinque milioni di parole di una signora dell'alta società chiamata Anne Lister, che visse tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. Il diario riportava con dovizia di particolari interi decenni di vita a Halifax agli albori del XIX secolo

Ad aggiungere un pizzico di pepe, c'era il fatto che circa un sesto del diario era scritto in codice: numeri, simboli algebrici e lettere greche erano utilizzati per celare parte del contenuto di alcune pagine. Whitbread si rimboccò le maniche.

Questa non era l'unica sorpresa che riservava quel documento. Nelle parti codificate, Anne parlava delle donne con cui andava a letto e di come lo faceva; annotava con cura tutti i giorni in cui si era masturbata e a quale donna aveva pensato mentre lo faceva; riportava conversazioni su falli artificiali che intratteneva con le amiche e con vecchie amanti; descriveva dettagliatamente i suoi incontri sessuali con le donne, indicando quanti orgasmi aveva avuto ognuna di loro, chi si era divertita di più e il metodo utilizzato. Inoltre dichiarava, con quella che probabilmente è la sua frase più famosa:

Amo solo ed esclusivamente il gentil sesso e ne sono ricambiata, quindi il mio cuore disdegna ogni altro amore

Sembra che abbiamo per le mani un diario di quasi cinque milioni di parole scritto da una donna dell'epoca vittoriana che faceva un sacco di sesso con le altre signore nella piena consapevolezza delle proprie azioni. Com'era prevedibile, si alzò un polverone. Alcuni storici decretarono che il diario era sicuramente un falso, che non poteva essere reale e che bisognava studiarlo solo nell'ottica di confermare questa ipotesi.

Non era falso per niente.

Anne aveva un modo un po' strano di ricordare le sue amanti. Avete presente quella stupidaggine vittoriana di donare una ciocca di capelli all'amato affinché la conservasse e si ricordasse di voi per sempre? Ecco, Anne chiedeva alle sue conquiste una ciocca di... peli pubici.

Ma a parte ciò che si potrebbe dedurre dalla collezione di peli pubici, e dal fatto che Anne avesse un modo di fare sempre molto sdolcinato con le signore, il suo intento non era quello di farsene il più possibile. Ciò che Anne desiderava, bramava e che ricercò attivamente fino all'età adulta era una moglie. Non una fidanzata, né un'amica romantica, né un'amante. Una moglie con cui condividere la casa, le spese e il resto della vita. Solo che mentre cercava quella giusta, Anne si fece un sacco di signore sbagliate.

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Quella più sbagliata di tutte si chiamava Mariana Belcombe, una ragazza avvenente e beneducata che Anne conobbe quando aveva diciannove anni. La leggenda lesbica narra che le due si videro per la prima volta a una festa a casa di un'amica comune e che fu Mariana ad avvicinarsi ad Anne con intenzioni da venerdì sera. E Anne ne fu ben felice, perché Mariana era molto bella e lei aveva diciannove anni e nessun filtro. Inoltre, Anne era abituata a essere quella che faceva il primo passo, quindi quella situazione era una novità assoluta.

La storia di Anne e Mariana è lunga e tormentata. Si misero insieme quasi subito e con grande intensità e passarono alcuni anni a fare progetti per andare a convivere, fino a quando un bel giorno Mariana si fidanzò ufficialmente con un uomo più vecchio di lei. Anne non la prese per niente bene.

La ciliegina sulla torta arrivò quando Mariana le trasmise una malattia venerea che si era beccata dal marito. Anne perdeva la testa per le belle donne, ma la malattia venerea, il disprezzo per il suo aspetto e l'infedeltà di Mariana cominciavano a pesare più della sua bellezza. Le due continuarono ad andare a letto insieme di quando in quando, ma ad Anne era sempre più chiaro che Mariana non era la moglie che sognava.

Quando Anne torna a York, nei primi anni trenta del XIX secolo, è stufa marcia delle fidanzate sposate e del sesso clandestino, e dal modo in cui scrive nei suoi diari si nota che è diventata molto più cinica, più cauta con i propri sentimenti e diffida delle donne che le fanno gli occhi dolci. Lei desidera ancora quello che ha sempre voluto: una donna che voglia condividere la vita con lei. Proprio a Halifax, a un tiro di schioppo da lei, vive una ricca ereditiera, Ann Walker, che è colta, timida e dolce, proprio come piace ad Anne e al XIX secolo in generale.

Anne decise di mettere la testa a posto e corteggiare Ann Walker e non fu affatto facile dato che questa aveva moltissimi problemi di salute, soprattutto a livello psicologico, tra cui depressione cronica, disturbi legati all'ansia, insonnia, terrore notturno e un fanatismo religioso che si traduceva in una radicata omofobia. Dopo un corteggiamento costellato da dubbi, contrattempi e ostacoli, alla fine Anne riuscì a chiedere ad Ann di formalizzare la loro unione, quando dopo un lungo periodo di ansia e depressione fu in grado di impegnarsi nella piena consapevolezza delle proprie azioni.

Qualche giorno dopo si recarono alla Holy Trinity Church di York per presentarsi davanti al prete e formalizzare la loro unione agli occhi della Chiesa ricevendo insieme la comunione.

Sembra che nessuno ci abbia fatto caso, ma nel 1834 Anne Lister si sposò in chiesa, con una donna.

La Holy Trinity Church si può visitare ancora oggi e al suo interno si trova una targa commemorativa del matrimonio di Anne Lister e Ann Walker. Anche la casa dei Lister, Shibden Hall, è attualmente un museo dedicato ad Anne e ai suoi antenati e si può visitare insieme ai terreni e ai giardini rimessi a nuovo da lei.

Purtroppo un paio d'anni più tardi, mentre si preparava per una scalata nel Caucaso, Anne morì di febbre a soli quarantanove anni. Fu una morte abbastanza improvvisa, causata da una puntura di insetto. Ann Walker ci mise diversi mesi per tornare a York accompagnata dal corpo imbalsamato di sua moglie per poterla seppellire in casa insieme al resto della famiglia Lister.

Anne Lister, la prima lesbica moderna. La prima donna di cui sappiamo con certezza che riconobbe la sua attrazione verso le altre donne come parte essenziale e fondante della propria identità.

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