Vicino alla finestra c'è un'altra fonte di calore. Sul tavolo, accanto alla finestra, ci sono avanzi di cibo e una tazza di caffè zuccherato. La mosca si avvicina al tavolo, richiamata dallo zucchero. Ma quell'ombra che emana calore comincia a muoversi. Una mano si alza, pronta a colpire, ma la mosca le sfugge, veloce come il lampo. Un essere umano elabora una ventina di fotogrammi al secondo, mentre lei ne percepisce all'incirca duecento. Perciò il movimento della mano umana le appare terribilmente lento, e mentre avviene questa scena al rallentatore il fastidioso insetto se ne è già volato via, verso la stufa. Di lì osserva quella grande ombra calda, che pare bloccata sulla sedia per un'eternità, e di tanto in tanto torna a volare dalle parti dell'agognato zucchero.