Quanti governano le petromonarchie del Golfo sono sunniti. Il sedicente califfo al Baghdadi è sunnita, e con lui tutti i suoi seguaci. Boko Haram, che terrorizza parte dell'Africa, è sunnita. Bin Laden era sunnita e lo è anche al Qaeda, lo sono i talebani, e lo sono gli esponenti delle brigate al Nusra.
Sono sunniti i fondamentalisti ceceni, così come lo è Hamas in Palestina e le numerose fazioni dei ribelli che combattono in Siria. Il principe di Giordania Abdallah II è sunnita, più precisamente ashemita. È sunnita anche la maggioranza dei curdi. È sunnita anche il presidente turco Erdogan
E gli sciiti…
Gli sciiti più famosi invece, sono i guerriglieri libanesi di Hezbollah, l'intero Iran, il Kuwait. Sono sciiti, anche se appartenenti agli zayditi, anche i ribelli Houti che combattono in Yemen, ed è sciita la maggioranza degli abitanti dell'Azerbaijan e del Bahrein. È sciita Bashar al Assad, presidente siriano. Ed è sciita il sud dell'Iraq, così come tutta la leadership salita al potere dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, che invece era sunnita.
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Nata da una serie di rivelazioni ricevute dal profeta Maometto attorno al 610 d.C., la nuova fede dell'islam in Arabia guadagnò rapidamente seguaci. Entro un secolo, gli eserciti che combattevano sotto la sua bandiera avevano conquistato vaste porzioni di territori, dalla Persia alla Spagna.
Maometto (Muhammad) nacque attorno al 570 da un'influente famiglia di mercanti della Mecca. Dall'età di 40 anni ricevette una serie di rivelazioni divine e, attorno al 613, iniziò a predicare l'esistenza di un solo Dio, Allah. La sua condanna del politeismo e dell'adorazione degli idoli lo rese impopolare, costringendolo a fuggire nella città di Yathrib (Medina). Tuttavia, ben presto le sue parole sul monoteismo iniziarono ad attrarre seguaci e Maometto riunì un esercito che catturò la Mecca.
Sotto i suoi successori, noti come califfi, le forze musulmane sconfissero quelle bizantine e persiane, molto indebolite dalla guerra tra i due imperi, durata dal 602 al 628. I Bizantini persero Siria, Palestina (inclusa la città sacra di Gerusalemme) ed Egitto a favore dei musulmani, ma l'impero persiano sasanide fu conquistato per intero, fornendo al nascente Stato islamico nuove province dall'Iraq ai confini dell'India.
I califfi omayyadi, la dinastia che governò l'impero islamico a partire dal 661 dalla capitale Damasco, nelle ex province bizantine misero in atto un complesso sistema amministrativo che utilizzava l'esperienza di funzionari di lingua greca. Gli Omayyadi incoraggiarono l'integrazione nell'impero dei popoli esterni all'Arabia; via via che più persone si convertivano alla fede, gli eserciti islamici si spingevano più a ovest, conquistando, entro il 711, il resto del Nord Africa e gran parte della Spagna. In breve, a metà dell'VIII secolo, tutti questi territori erano uniti sotto l'autorità di un singolo sovrano, guidato da una fede i cui principi avevano ormai trovato forma scritta nel libro sacro del Corano.











