Regole e vita sociale all’interno di un harem

regole e vita sociale all’interno di un harem

L'attività sessuale del sultano non era cosa privata ma un affare di Stato. Lo scopo era produrre eredi e le donne venivano selezionate, preparate per questo

Le donne rispettavano dei turni ed erano controllate da regole burocratiche rigide. Al vertice della burocrazia dell'harem c'era il capo dei eunuchi neri, una sorta il comandante delle ragazze. L'harem era un reparto dello Stato e oltre al sultano, le mogli, le concubine, le schiave, ne facevano parte anche i figli del sultano, gli eunuchi (servi muti ) e uno sciame di schiavi ragazzini dei quali alcuni avevano relazioni molto intime e appassionanti con il sovrano. E ancora le odalische, giovani fanciulle vergini che facevano da cameriere alle concubine e alle mogli del sultano. Se erano brave a danzare, abili nella musica e graziose nei modi, potevano aspirare a salire la scala sociale.

Il sultano faceva il suo dovere in base ad un "registro dell'amore" debitamente appuntato. Produceva eredi. Ogni volta che nasceva un bambino, la mamma diventava gelosa di tutte le altre e la politica si mescolava inevitabilmente. Le donne dell'harem potevano essere prede di battaglie o donate in dono al sultano per conquistare la sua benevolenza. La madre del regnante era la prima che controllava la merce che arrivava all'harem .... frutti, stoffe e donne. Al suo fianco c'era la favorita del sultano.

La parola harem è una espressione molto antica, precedente all'islam stesso e nel linguaggio musulmano vuol dire: un posto speciale. Una sorta di santuario, un luogo inaccessibile a persone comuni

rappresentazione dell'harem con concubine, eunuchi e il sultano con la madre rappresentazione dell’harem con concubine, eunuchi e il sultano con la madre

Non tutte le donne presenti nell'harem del palazzo avevano rapporti sessuali con il sultano, solo una parte aveva questo privilegio e avveniva in virtù di un rigido protocollo. Tutte le donne sottostavano alla madre del sultano che era la sovrana indiscussa. Il suono della campanella imponeva alle donne di inginocchiarsi senza mai alzare il volto da terra. Non potevano guardare in faccia il sultano. Le donne avevano lo stesso scopo, scalzare la favorita e arrivare al letto del regnante. Le favorite avevano il diritto ciascuna di passare una notte a settimana con il sultano.

Ogni donna aveva un ruolo all'interno dell'harem, quelle che scrivevano, quelle che dovevano fare il caffè, le impiegate addette ai registri. Insomma dipendeva dalla formazione di ciascuna. In proporzione erano poche quelle destinate a soddisfare i desideri sessuali del sultano. Nell'harem regnava un aria di sospetto e di gelosia reciproco che agitava tutte le pretendenti.

Lo status sociale di una schiava cambiava radicalmente non appena rimaneva incinta. A quel punto le spettava un appartamento e una rendita che facevano di lei una donna ricca. Non solo, aveva la possibilità di diventare la donna piu potente dell'impero ... la madre del nuovo sultano.

La disciplina era severa. Gli eunuchi neri si occupavano della sorveglianza e agivano come una polizia segreta. Tra i compiti a loro spettanti anche quello di impedire che le donne dell'harem si concedessero piaceri non concessi. Da giovani gli eunuchi venivano sottoposti alla castrazione ( privati di pene e testicoli ) di modo che non potessero sviluppare desideri sessuali.

Se qualcuna riceveva le attenzioni del sultano, improvvisamente la sua vita cambiava. Se prima era disprezzata da tutti ora le altre donne la trattavano da signora. Il ruolo di madri era ciò che le rendeva potenti. Ogni ora d'amore passata con il sovrano poteva essere quella decisiva per la dinastia. La donna prescelta della sera veniva massaggiata, truccata e cosparsa di oli profumati. Anche se tutte le madri dei principi e pricipesse erano schiave, questo non si riversava sui figli che non ereditavano lo status della madre, come invece accadeva nell'impero romano. I figli nati dall'unione di una schiava con il sultano avevano pieni diritti.

Ogni schiava poteva avere un solo figlio dal sultano poi doveva abbandonare il suo letto. Ci sono state delle eccezioni come Roxelana la favorita del sultano Solimano che diede certamente alla luce cinque figli e che venne sposata dallo stesso sovrano, diventando libera e perdendo lo status di schiava

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