come nel caso di questo dipinto in cui la composizione diagonale, con il grande pino al centro, distingue due diverse e contrastanti zone luminose.
Insieme ad altri colleghi, Fragonard parte per Roma alla fine del 1756. Il maestro Boucher, congedandosi gli dice: vedrai, mio caro Frago, le opere di Raffaello, Michelangelo, e i loro imitatori, ma lasciami dire confidenzialmente, e non troppo ad alta voce, che se li prendi seriamente sarai perduto.
Parole che si rivelano profetiche, stando a una testimonianza di Fragonard: avevo timore dell'energia di Michelangelo. sentivo cose che non potevo esprimere. Quando vidi la bellezza dei Raffaello, fui mosso alle lacrime e a malapena potevo tenere la matita. Per molti mesi rimasi in uno stato di apatia che mi era impossibile vincere, fino a che non mi decisi a studiare pittori con i quali sentivo di avere una chance nella rivalità: così rivolsi la mia attenzione a Barrocci, Pietro da Tortona, Solimena e Tiepolo