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La pressione atmosferica e i venti: riassunto

La pressione atmosferica e i venti: riassunto

Pressione e venti. Pressione atmosferica e moti dell'aria

La pressione atmosferica è l’effetto del peso della colonna d’aria che sovrasta un punto, per cui decresce con la quota. La sua distribuzione non è però omogenea, a parità di quota, a causa di venti (orizzontali) e correnti (verticali) d’aria.
I moti dell’aria sono in massima parte innescati da differenze di temperatura. Infatti, riscaldandosi, le particelle di gas acquisiscono maggiore energia cinetica che porta la massa d’aria a espandersi, diventando più leggera di quella circostante più fresca (e, quindi, per il principio di Archimede, a sollevarsi). In questo modo del calore viene trasferito in quota.

Sollevamento abiabatico. Una volta che una massa d’aria calda comincia a risalire nell’atmosfera, si trova ad essere sottoposta ad una pressione progressivamente inferiore, per cui si espande fino a raggiungere la stessa pressione dell’aria circostante, senza scambiare calore con essa (espansione adiabatica libera).
L’espansione porta a distribuire la stessa quantità di calore in un volume d’aria maggiore, per cui la temperatura della massa d’aria in ascensione cala progressivamente. La risalita termina quando la bolla d’aria, raffreddandosi ed espandendosi, arriva ad essere in equilibrio (stessa temperatura) con l’aria circostante (principio di funzionamento delle mongolfiere).
Sollevamento adiabatico e pressione al suolo. Nel momento in cui una massa d’aria si riscalda e quindi risale (corrente ascensionale termica), viene a crearsi un “vuoto” nella sua posizione originale, ovvero una diminuzione della pressione locale.
Questo comporta un immediato flusso d’aria (vento) dalle aree circostanti in cui la temperatura dell’aria è minore e, di conseguenza, la pressione è maggiore. In linea di massima, quindi, avremo basse pressioni nelle zone più calde e alte pressioni in quelle più fredde.
Da questo consegue che i venti al suolo tenderanno in genere ad andare dalle zone più fredde verso quelle più calde.
Brrezze di mare. Nelle aree costiere, durante il dì la terra (riscaldandosi più rapidamente) crea bolle d’aria calda che si sollevano, richiamando aria più fresca dal mare (brezze di mare, la cui intensità è massima nei momenti più caldi del giorno, in cui è massima la differenza di temperatura tra terra e acqua).
Le masse d’aria provenienti dal mare determinano però un abbassamento di pressione nella loro area di provenienza, richiamando verso il basso, per subsidenza, le masse d’aria sovrastanti (corrente discensionali fresche).
In quota, questa subsidenza, a sua volta produce un abbassamento di pressione a cui fa riscontro un incremento di pressione dovuto alla risalita della bolla calda, per cui viene a determinarsi un vento di quota avente verso opposto (da terra verso mare) che chiude il ciclo termico.

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