L’ascesa e il declino del boss Paolo di Lauro

l’ascesa e il declino del boss Paolo di Lauro

Paolo Di Lauro inizia la sua vera vita criminale sotto l'ala protettrice del Boss Aniello la Monica

Agnello la Monica era un boss sanguinario che aveva capito che, in un territorio dove si ammazza molto, la differenza non la fa l'omicidio ma come si uccide. Infatti asporta il cuore alle sue vittime così lascia diffondere la sua fama di macellaio. Il suo soprannome era Agnelluccio u pazzu

Il soprannome di Paolo di Lauro invece ha un'origine bizzarra. Una sera durante una partita a poker tra capizona, boss, camorristi vari, ci sono da una parte del tavolo Luigi Giuliano del clan di forcella e boss della nobiltà camorristica,  dall'altra c'è Paolo Di Lauro meno elegante, di provincia, dopo aver perso un grosso piatto a poker si alza per ricaricare e dalla tasca gli cadono tante banconote da centomila lire. Luigi Giuliano esclama: è arrivato Ciruzzo u Milionario, da quel giorno per tutti Paolo Di Lauro sarebbe rimasto Ciruzzo u milionario

agli inizi degli anni '80 si affaccia un nuovo business, quello della droga ma Agnello la Monica non crede in questo nuovo affare quindi di Lauro deve sbarazzarsene e lo uccide. Paolo di Lauro capisce che per non generare invidia deve sparire e resta chiuso in casa, ma nomina un braccio destro Raffele Prestieri. Se parla lui è come se parla di Lauro. Prima investe nella eroina e poi nella coca. La droga la fa diventare accessibile a tutti, non solo per ricchi. Si rifornisce direttamente dalla colombia e vende al dettaglio al grammo. Il clan fattura 15 milioni di euro solo di droga al mese, secondo la procura antidroga di Napoli.

Come si presentava la gerarchia dei clan:

  • finanziatori
  • organizzatori
  • capipiazza = guadagno tra 15000 / 30000 euro al mese
  • pusher = guadagno tra 2000 / 4000 euro al mese
  • sentinelle / pali = guadagno 1200 / 1500 euro al mese

Di Lauro vuole che nessuno degli affiliati faccia uso di droga e che sia sempre lucido.

Poi succede una faida all'interno del clan contro Antonio Ruocco. In un agguato viene ucciso Raffaele Prestieri, il braccio destro di di Lauro, e anche il fratello Rosario Prestieri, in quella che viene chiamata la strage del bar fulmine. Di Lauro per ripicca uccide la madre anziana del boss Antonio Ruocco. Poi catturano un uomo vicino ad Antonio Ruocco e, dopo averlo tortunato, lo bruciano vivo vicino al carcere di Secondigliano, chiuso in un baule della macchina. Nel carere c'è un detenuto, Maurizio Prestieri e, bruciando l'uomo vivo li per omaggiare il fratello morto. Dalla cella si sentiva l'agonia dell'uomo. Ruocco poi verrà trovato dai carabinieri e diventerà collaboratore di giustizia.

Di Lauro è sempre di meno accessibile anche agli affiliati, se non fidatissimi, e per anche questo diventa una leggenda. Era così potente che anche nelle faide, i suoi figli erano gl i unici che potevano girare tranqullamente. Tra l'altro ha 10 figli, tutti maschi, questo viene interpretato come un segno.

Un giorno viene convocato dalla polizia, non per i suoi innumerevoli reati ma per una bravata di uno di suoi figli, Nunzio di 13 anni che aveva pestato un professore a scuola. Alcuni affiliati intercettati ne parlano ma, non dicono Paolo o Ciruzzu u milionaro, bensì Pasquale. La polizia aveva sentito questo nome più volte senza sapere chi fosse, poi mette insieme i pezzi grazie a questo episodio.

Nella sua vita da latitante, Paolo di Lauro non esce mai dal suo nascondiglio neanche per andare al funerale di uno dei figli, morto per un incindente in moto. Decide di passare ai figli la guida del clan stesso e in particolare al primo genito Cosimo detto Cosimino. Questi non ha il carisma del padre e non tutti lo riconoscono come capo, soprattutto gli anziani. Alcuni fratelli di Cosimo di Lauro si accorgono che alcuni capipiazza gestiscono in autonomia gli affari e danno meno soldi alla famiglia sui reali guadagni. Cosimo decide di mettere a stipendio fisso tutti i capipiazza che prima guadagnavano a percentuale. Tutti si rifiutano e Cosimo di Lauro allora mette nuova regola: i capipiazza non possono avere più di 30 anni.

 Questa decisione serviva a sostituire figure più storiche del clan, con persone più vicine a lui. A seguito di questa scelta nascono gli scissionisti e si darà vita alla famosa faida tra i di lauro e gli scissionisti. Mentre di Lauro continua la latitanza, oltre 200 uomini di camorra vengono arrestati e anche secondo e terzo genito. Poco detto anche Cosimo di Lauro verrà arrestato. Poi in manette finisce anche Lello Amato capo dei scissionisti mentre la faida continua e per ultimo, deve capitolare, arrestato, anche il boss Paolo di Lauro

l'arresto del boss Paolo di Lauro l’arresto del boss Paolo di Lauro
l'arresto del boss Cosimo di Lauro detto Cosimino l’arresto del boss Cosimo di Lauro detto Cosimino
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