Giovanni Boccaccio: Novelle decameroniane

Giovanni Boccaccio: Novelle decameroniane

Urbanistica napoletana e la novella di Andreuccio da Perugina

La novella II, 5, cioè quella di Andreuccio da Perugina, è molto importante in quanto, oltre al valore artistico della stessa, risulta essere un documento relativo alla toponomastica della città di Napoli nel periodo relativo al soggiorno di Boccaccia. Lo sfondo della novella è infatti la Napoli trecentesca, dell'epoca angioina di Carlo I. Città delineata con una concretezza tale da far pensare che lo scrittore la fondi su precisi ricordi di quando, giovinetto, fu inviato dal padre, mercante, a far appunto pratica mercantile. Periodo che il Boccaccia ricorderà come uno dei più belli della sua vita, in quanto dedito a divertimenti, feste ozi spensierati e amori giovanili. Napoli in questo periodo è infatti ricca di traffici commerciali e fiorente è soprattutto il commercio dei cavalli, che da avvio alla novella di Andreuccio. La questione degli alberghi e il fenomeno dell'ospitalità. Andreuccio era infatti un sensale ( cioè un mediatore mercantile) di cavalli, che non aveva mai visitato altre città al di fuori della sua Perugina. Decise però di andare a Napoli per concludere degli affari e partì con una borsa con 500 fiorini d'oro. Vi arrivò una domenica sera (il mercato solitamente si teneva il lunedì e il venerdì altro dato storico) e trovò subito un albergo in cui chiese informazioni all'oste circa il Mercato. Da ciò si evince che Andreuccio trovò immediatamente un albergo appena giunto a Napoli. Da documenti storici infatti si deduce che la città si era ben attrezzata per ospitare gli stranieri. Inizialmente l'ospitalità avveniva presso privati, che chiedevano poi percentuali sulle transizioni o imponevano illegalmente altri aggravi sui mercanti. Per regolare questa PRASSI, garantire sicurezza ai mercanti e anche un alloggio sicuro nei periodi di maggior affluenza, nel XIV secolo alcuni statuti emessi sia in Italia che nel resto d'Europa, imponevano l'iscrizione su apposite insegne delle locande pubbliche presenti sul territorio. Da molte novelle del Decameron si attesta il dilatarsi del DOVERE DI ALBERGARÌA , legato: allo sviluppo dell'economia mercantile e economica; agli spostamenti di carattere amministrativo agli spostamenti di carattere militare agli spostamenti di caccia dei signori feudali. Il Boccaccio illustra vaie tipologie di ospitalità che si delinearono in questo periodo: FORME DI OSPITALITA' GRATUITA Era consuetudine che mercanti e nobili potessero mangiare e dormire gratuitamente in case private. Questo naturalmente è un evento episodico e non sistematico FORME DI OSPITALITA' A PAGAMENTO albergo anonimo, che si limita a offrire solo una stanza o un giaciglio improvvisato (letticello) albergo qualificato, che provvede a fornire sia vitto che alloggio, come la locanda del nostro Andreuccio;

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