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Cicerone, Filippiche: 14; 31-35

Cicerone, Filippiche: 14; 31-35

Latino: dall'autore Cicerone, opera Filippiche parte 14; 31-35

[31] Quorum de honore utinam mihi plura in mentem venirent [31] Oh se mi venissero in mente più cose per tributare loro onore
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Duo certe non praeteribo, quae maxime occurrunt, quorum alterum pertinet ad virorum fortissimorum gloriam sempiternam, alterum ad leniendum maerorem et luctum proximorum Ma non passerò sotto silenzio almeno due proposte, che si presentano prima di ogni altra, la prima mira a dare una gloria eterna a questi eroi, la seconda a mitigare il cordoglio e il lutto dei congiunti
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[XII] Placet igitur mihi, patres conscripti, legionis Martiae militibus et eis, qui una pugnantes occiderint, monumentum fieri quam amplissimum [XII] Propongo dunque, senatori, di innalzare un grandioso monumento ai soldati della legione Marzia e agli altri caduti nella stessa battaglia
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Magna atque incredibilia sunt in rem publicam huius merita legionis Grandi e incredibili sono le benemerenze di questa legione nei riguardi dello stato
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Haec se prima latrocinio abrupit Antoni, haec tenuit Albam, haec se ad Caesarem contulit, hanc imitata quarta legio parem virtutis gloriam consecuta est Fu questa la prima a staccarsi dalla banda di briganti di Antonio, questa tenne occupata Alba, questa passò a Cesare; ed è seguendo il suo esempio che la quarta legione ha meritato col suo valore una gloria uguale
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Quarta victrix desiderat neminem; ex Martia non nulli in ipsa victoria conciderunt La quarta, pur vittoriosa, non lamenta nessuna perdita; della legione Marzia sono stati diversi i caduti quando già la vittoria si profilava nettissima
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O fortunata mors, quae naturae debita pro patria est potissimum reddita O morte fortunata, che ha preferito fare di un tributo alla natura un sacrificio per la patria
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[32] Vos vero patriae natos iudico, quorum etiam nomen a Marte est, ut idem deus urbem hanc gentibus, vos huic urbi genuisse videatur [32] E io vi ritengo davvero nati per la patria, di cui il nome deriva da Marte, sicché è evidente che il medesimo dio ha creato questa città per la salvezza dei popoli e voi per la città
In fuga foeda mors est, in victoria gloriosa Per chi fugge la morte è fonte di disonore, per chi vince è fonte di gloria
Etenim Mars ipse ex acie fortissimum quemque pignerari solet Infatti è Marte in persona che suole prendersi dal campo di battaglia come pegno di vittoria i più valorosi
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