Cattura di Cristo di Caravaggio

Cattura di Cristo di Caravaggio

La scena rappresenta Cristo durante la cattura. Giuda, il più vicino, lo cinge quasi in un abbraccio e subito dietro i soldati in armatura, nell'impeto di arrestarlo

L'azione porta le persone raffigurate a spingere. Gesù, il soggetto principale, non è al centro perché viene spostato da destra verso sinistra. Ai margini della folla, un uomo tiene una lanterna per contrastare il buio. E' Michelangelo Merisi ( Caravaggio ) dietro i soldati. Ha 31 anni, è ben illuminato e si trova li per fare da testimone oculare. Vuole passare avanti, superare i soldati e osservare meglio.

Mentre il pittore osserva la cattura, Gesù con le mani giunte in preghiera, arrese, sottomesse, sembra quasi perdere l'equilibrio. Dall'altro lato, Giovanni urla forte l'avvenuta cattura.

ritratto di Caravaggio dal titolo "Cattura di Cristo" ritratto di Caravaggio dal titolo "Cattura di Cristo"

Il figlio di Dio è tradito con un bacio. Confusione e agitazione narrano il Dio dei cieli arrestato per ordini terreni. Tratto dal nuovo testamento, la vicenda si svolge nell'orto del Getsemani ed è presente in tutti e quattro i Vangeli. La scena è violenta, Giuda tenta di baciare Gesù nell'oscurità che ha un significato teologico. Nel Vangelo di Giovanni infatti si racconta che era notte.

Agli occhi degli esperti, un tenue contorno di un secondo orecchio di Giuda, dimostra che la testa era in origine più in alto. L'armatura di uno dei soldati è ben illuminata grazie al riflesso della luce in un gioco di chiaro-scuro tipico del Caravaggio. Il pittore per questo incarico ricevette dalla famiglia Mattei 125 scudi e il quadro risultò essere uno dei più costosi del suo tempo. A poco a poco veniva dimenticato per poi essere ritrovato secoli dopo a Dublino.

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L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL QUADRO E IL SUO RITROVAMENTO ( PARTE I )

Nel 793 venne fatto l'inventario delle proprietà della famiglia Mattei. Viene riportato che il dipinto è opera dell'artista olandese Gerard van Honthorst. In quei tempi era molto richiesto e non sappiamo se l'errata associazione sia frutto di uno sbaglio e di una volontà precisa dei proprietari per far lievitare il prezzo. Nel tempo, l'opera sparisce dalla collezione, si perdono le sue tracce fino a quando non viene scoperto nel 1990 a Dublino.

Un restauratore, di nome Sergio Benedetti, trasferito in Irlanda, è diretto nella sede dei gesuiti per restaurare alcuni dipinti. Capisce che il quadro non è opera di van Honthorst e vuole capire come sia potuto finire lì. La sua ricerca dura 3 anni e dimostra che il dipinto ha girato un pò di Europa. Si parte dagli archivi vaticani a Roma e Benedetti scopre che la famiglia Mattei nel 1802 era oppressa dalle tasse. Aveva venduto 6 dipinti e tra questi "Cattura di Cristo" attributo quasi certamente a van Honthorst. Viene venduto ufficialmente per 150 scudi ma si presuppone che i soldi sborsati fossero almeno 4 volte tanto.

Il nuovo proprietario è un ricco inglese che viene a Roma per comprare. Fa portare i quadri nella sua tenuta in Scozia e nella targa del quadro riporta: Gerard van Honthorst. Passano le generazioni fino a che nel 1921, la linea di successione si interrompe. Alcuni quadri vengono donati al museo di Scozia, che può scegliere tra una selezione. Tra questi non c'è Caravaggio.

Il 16 aprile 1921 il quadro va all'asta a Edimburgo, nel catalogo non viene attributo ad van Honthorst ma si racconta sia una copia dello stesso. Venduto per 30 pezzi d'argento, circa 8 ghinee. L'acquirente è un mercante d'arte, ironia della sorte aveva tra le mani un capolavoro e non lo sapeva. A sua volta lo vende non si sa a chi e i registri non danno alcun aiuto. La pista scozzese si è interrotta.

L'INCREDIBILE VIAGGIO DEL QUADRO E IL SUO RITROVAMENTO ( PARTE II )

I gesuiti non sanno come sia arrivato a loro ma un prete che visse lì dagli anni 40 a metà anni 60 .... sì. conosceva la storia del dipinto che era stato donato da un membro della comunità. Era una donna, irlandese, si chiamava Mary Wilson, ed ecco la sua storia.

Nella Pasqua del 1916 alcuni irlandesi prendono il controllo della posta centrale e altri edifici pubblici occupandoli per una settimana, poi si arrendono. Vengono portati in prigione dal capitano Percival Lea Wilson, marito della donna. 4 anni dopo viene ucciso da un cecchino dell'ira. La moglie lo vuole commemorare con una vetrata colorata nella loro parrocchia. L'artista incaricato, uno dei migliori di Irlanda, era impegnato in Scozia e la donna va a trovarlo. In Scozia ha la possibilità di vedere il quadro di Caravaggio nella residenza dell'artista, se ne innamora e si accorda per comprarlo.

Mary Wilson a Dublino, si ricostruisce una vita e instaura un forte legame con un padre religioso gesuita che viveva nella residenza dova va il restauratore Sergio Benedetti. Il prete diventa mentore e confessore di Mary Lea Wilson che gli dona il quadro ancora ritenuto di van Honthorst. Rimase li per decenni finchè Sergio Benedetti non fa la scoperta. I preti decidono di non venderlo e lo danno in prestito permanente alla National Gallery of Ireland

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