Carlo Goldoni, la vita: riassunto

Carlo Goldoni, la vita: riassunto

Carlo Goldoni nacque a Venezia il 25 febbraio 1507

Nasce da una famiglia gravata dalla difficoltà economiche e dai continui spostamenti del padre dovuti non dal lavoro di medico ma quanto da una sua inquietudine che portò  il figlio a seguirlo nei suoi spostamenti. (Perugia , Rimini, Chioggia , Milano e Pavia.). Nel frattempo scriveva qualche commedia e recitava. A Pavia era ospite del collegio Ghislieri e nel 1725 compose il Colosseo una satira che provocò l'espulsione dal collegio. Torna a Venezia per seguire il padre. A Chioggia nel 1728 diventa coadiutore del podestà . Nel 1731 nuore il padre e il figlio nel 1732 viene nominano avvocato, ma la sua vera ispirazione era il teatro.

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Goldoni conobbe Giuseppe Imer che era capocomico della compagnia che recitava al teatro San Samuele di Venezia il quale gli chiese delle opere teatrali da rappresentare. A ottobre Goldoni viene assunto come librettista. La stagione teatrale iniziò a Venezia e il 24 novembre viene rappresentato il Belisario che ottenne uno straordinario successo . Goldoni inizia così a produrre tragicommedie e intermezzi legati alla musica , riscuotendo molto successo.

A Genova conobbe Nicoletta Connio  che sposò nel 1736.

Durante il carnevale 1738 arriva la vera ascesa di Goldoni , infatti il Momolo cortesan viene rappresentato ed esso è la prima commedia di Goldoni le cui parti come quella del protagonista sono scritte per intero. È il primo passo della riforma Goldoniana del teatro , il secondo passo arriva nel 1743 con La donna di garbo: prima commedia interamente scritta.

Nel 1740 Carlo Goldoni diventa console della Repubblica di Genova e Venezia con un modesto compenso . Fu questo l'inizio dei suoi problemi finanziari e quelli del fratello. Fu costretto a fuggire da Venezia nel 1743 . Nel 1744 si reca a Pisa sotto richiesta di Antonio Sacchi e continuò ad esercitare la professione di avvocato.

Nel 1747 Goldoni si reca a Livorno e conosce Girolamo Medebach con il quale si impegna per la stagione successiva.  Il 26 dicembre 1748 lascia la professione di avvocato e a Venezia nel teatro Sant'Angelo mette in scena: la Vedova Scaltra.

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Il successo fu grande e a Goldoni venne fatto un contratto di quattro anni: per 450 ducati doveva fornire 8 commedie e 2 opere sceniche. Con il successo arrivano anche le critiche , in particolare quella di Pietro Chiari. Alla fine della stagione l'erede fortunata fu un vero fiasco. Goldoni allora scrisse 12 nuove commedie per la stagione successiva . Goldoni diede vita alle sue opere più celebri: Il teatro comico, la bottega del caffe , il bugiardo.

Nel 1750 uscì l'edizione stampata di tutte le sue opere . Nel 1752 ricevette un nuovo contratto e nel 1753 venne messa in scena la locandiera.

Alla fine del 1753 Goldoni lavora per il San Luca , gli inizi furono difficili perché il palcoscenico era più grande e la compagnia non era abituata al suo stile. Alcune opere come il geloso avaro e il vecchio bizzarro ebbero insuccesso, altre come la sposa persiana ebbero grandissimo successo.

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La disputa tra chiaristi e Goldoniani continuava a farsi sentire e Goldoni in quegli anni si ammalò di una malattia nervosa un misto tra ipocondria e depressione. I viaggi che fece a Milano e a Modena , i successi delle opere e le critiche positive mosse da intellettuali come Pietro Verri contribuirono alla sua guarigione. Nel 1756 rinnovò il contratto con Francesco Vendramin impegnandosi per altri dieci anni. Nello stesso anno il duca di parma lo proclamava "poeta".

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