Riassunto su Van Gogh: la vita e le opere

Riassunto su Van Gogh: la vita e le opere

Vincent Van Gogh: autore tra i più importanti della sua epoca ma anche tra i più sconosciuti, in vita non aveva mai venduto un dipinto

Ebbe una fama post-mortem. Vive fino a 37 anni e l'attività artistica si concentra in 10 anni, dove produce più o meno 850 opere. Produce più che altro per se stesso. A un certo punto i suoi dipinti diventano merce di scambio, per mangiare baratta i dipinti. è un artista olandese, nasce ne 1853, è figlio di un pastore luterano.

La sua prima attività non è quella pittorica ma è di occuparsi del mercato di opere d'arte essendo impiegato in una famosa ditta dell'epoca Eupil.

Nel 1879, a 26 anni diventa libero predicatore nelle miniere del Bourinage, quasi per seguire il padre. Lui scende nella miniera, lavora con i minatori e durante il lavoro predica. Viene infatti accusato di follia mistica. Squilibrio psichico,

esaurimento nervoso che lo segnerà fino alla morte e ne determinerà scelte importanti di vita. Nel 1880 si licenzia, e decide di diventare pittore. Le prime tele sono tele semplici, in alcuni per esempio decide di dipingere delle scarpe.

I mangiatori di patate: dipinge nel Brabante, in Olanda, e dipinge la misera vita dei contadini. Contadini all'interno di una casa povera e molto buia, nel momento in cui stanno mangiando delle patate. Lui dice: ho voluto mostrare come quei contadini stessero mangiando delle patate che loro stessi in prima persona avevano piantato. Netto avvicinamento tra l'uomo e la terra. Anche i colori sono terrosi.

Un dipinto che potrebbe sembrare monocromo siccome è tutto giocato sui toni del marrone. Lavorare la terra è faticoso, quindi questi contadini hanno mani callose, visi segnati, si percepisce la loto fatica, accentuata dall'effetto chiaro-scuro della lampada, che da un senso di drammaticità che non avrebbe avuto se ci fosse stato altro ad illuminarli. Riprende la tradizione tipica fiamminga del ritratto all'interno. Riprendendo quella lui passa dalla resa oggettiva di quello che vede all'interpretazione. Noi siamo portati non solo a vedere ma anche a cercare di vedere, di interpretare. Lui ci mostra la loto fatica, sia durante la giornata che durante la loro vita.

Va a Parigi nel 1886, dove conosce gli impressionisti, Monet, Cézanne, Gauguin, e improvvisamente le sue tele si illuminano, inizia ad utilizzare colori molto più accesi, paragonando i suoi ritratti precedenti e posteriori, vediamo un netto cambiamento. Gli autoritratti di Van Gogh sono stati spesso analizzati in funzione psicoanalitica, infatti uno dei primi è il ritratto di un borghese un po' trasandato, ha un berretto, la barba curata, il cravattino. Mentre i ritratti posteriori al suo viaggio in Parigi mostrano chiaramente un avvicinamento agli impressionisti e ai divisionisti.

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Il quadro fu dipinto nei nei pressi di Arles in Provenza. Si vede la vasta pianura che circonda la città di Arles nel momento della mietitura

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in una lettera alla sorella Wilhelmina, Van Gogh descriverà cosi questo suo lavoro

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Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh", saggio di Cynthia Saltzman edito da Einaudi