Il paesaggio sullo sfondo, invece, cupo e desolato, riflette gli orrori perpetrati dalla sadica Seconda guerra mondiale, sottolineando la devastazione e il vuoto lasciato dalle atomiche. Il progetto è dedicato alla leggenda delle mille gru di Sadako, una bambina giapponese colpita dalle radiazioni della bomba atomica sganciata su Hiroshima. Quando seppe di essere ammalata, una sua amica cercò di incoraggiarla e le raccontò la leggenda che afferma che chi piegherà mille gru di carta (origami) vedrà avverato un suo desiderio, solitamente legato a salute, felicità o lunga vita.
Sadako quindi cominciò a piegare gru una dopo l'altra, con lo spirito di realizzare il suo desiderio, ma sfortunatamente non ci riuscì. Morì con 644 gru svolazzanti intorno a sé. Con grande commozione, amici e compagni di scuola decisero di completare le gru di carta che Sadako non era riuscita a piegare, come tributo alla sua determinazione e in suo ricordo. Per assicurarsi che la sua storia non venisse mai dimenticata, fu eretto un monumento nel Parco della Pace di Hiroshima, raffigurante Sadako con una gru tra le mani. Alla base della statua è incisa la frase: "Questo è il nostro grido, questa è la nostra preghiera: pace nel mondo."