L’isola dei morti di Arnold Böcklin. Tutte le versioni

l’isola dei morti di Arnold Böcklin. Tutte le versioni

In mezzo alle acque, spunta una piccola isola rocciosa nella quale sono scavate camere sepolcrali con una impenetrabile selva di cipressi. Cinque sono le versioni dell'opera. La quarta andò persa durante la seconda guerra mondiale

Una piccola imbarcazione sta approdando sull'isola dove si distingue una struttura, forse una cappella funeraria. Il clima è tetro, i colori dell'acqua e del cielo sono scuri. Il mare piatto sembra quasi una lastra e il riflesso della terra è minimo. L'isola è forse rappresentazione di un sogno o di un luogo conosciuto e si intuisce che la rappresentazione ha a che fare con il trapasso tra la vita e la morte.

Mentre lavora alla prima versione del dipinto, il pittore riceve la visita di Marie Berna. La donna rimase positivamente colpita dal quadro, tanto da avanzare la richiesta di una copia per se. La richiesta fu accompagnata dal desiderio di alcune modifiche. Bocklin preparò la copia in circa un mese, inserendo sulla barca a prua un feretro ed una figura bianca in piedi. La sua ombra è riflessa sulla bara. Forse riferimento alla scomparsa del primo marito. La donna si sposerà poi una seconda volta, diventando contessa di Oriola.

A Bocklin piacque talmente tanto il risultato finale con la modifica voluta dalla donna, che decise di riprendere la sua prima versione e, aggiungere anche li, nella barca, il feretro e una figura vestita interamente di bianco in piedi, interpretata dagli studiosi come l'anima che assiste il corpo nella fase del trapasso. Isola dei Morti, questo il nome scelto,  senza quell'aggiunta non avrebbe avuto lo stesso effetto, infatti il primo titolo era Un luogo tranquillo. Prima infatti in quella parte del quadro c'era solo rappresentata una barca con un uomo nell'atto di remare

l'isola dei morti di Arnold Böcklin. Prima versione l’isola dei morti di Arnold Böcklin. Prima versione

Esso deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe far paura.

Arnold Böcklin a proposito dell'opera: L'isola dei morti

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La parte sinistra sembra più illuminata, lo capiamo anche osservando il riflesso dell'ombra della figura in piedi. Le rocce sono ben illuminate, anche se si vuole dare idea di un luogo buio, e danno una forma a ferro di cavallo all'isola con al centro ammassati i cipressi. Il rematore della barca è seduto a poppa. Ha i capelli lunghi, questo potrebbe indicare forse una figura femminile

Nella seconda versione, i colori sono ancora più tetri e bui. La linea d'orizzonte tra cielo e mare non è distinguibile. Stavolta il riflesso sul mare è più evidente, almeno in riferimento alle rocce. Il mare è sempre calmo ma stavolta si nota la scia della barca che si fa strada. Di fronte visibile un muro bianco con una statua di animale raffigurato sopra. La bara è ricoperta da corone

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l'isola dei morti di Arnold Böcklin. Seconda versione l’isola dei morti di Arnold Böcklin. Seconda versione

L'isola dei morti è il dipinto più noto del pittore simbolista svizzero. Molti manifestarono interesse come Sigmund Freud, Salvador Dalì, Gabriele D'Annunzio. Hitler ne aveva una versione, la terza. Testimoniato anche da uno scatto in cui conversa con il ministro degli esteri russo Molotov e il ministro tedesco Von  Ribbentrop, di spalle. Artefici del patto di non aggressione tra i due paesi. Il quadro venne trovato dalle truppe sovietiche alla fine della seconda guerra mondiale, nel bunker di Hitler. Il musicista Rachmaninovc che compose la sua opera 29, decise di intitolarla: Isola dei morti

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Hitler insieme al quadro: L'isola dei morti Hitler insieme al quadro: L’isola dei morti

Nella terza versione sale in cattedra la luce del giorno. Le rocce sono più alte e ripide, contengono dei loculi e non c'è più la cappella religiosa. L'attracco della barca sarà molto più facile in questa rappresentazione, dove si scorge chiara anche una piccola salita per tirare nella terra la barca. Le cime degli alberi pendono da un lato, segno del passaggio di un forte vento che li inclina. Nonostante sia giorno, anche in questa variante, la linea dell'orizzonte tra cielo e mare non è visibile. Il rematore ha una posa che tende ad accompagnare di più lo sforzo della vogata