"Io voglio essere un bel cadavere" dichiarò Eva Braun. "Prenderò del veleno"

"Io voglio essere un bel cadavere" dichiarò Eva Braun. "Prenderò del veleno"

Nella tarda serata del 23 aprile 1945, Eva Braun convocò Speer nella sua piccola stanza nel bunker e gli confidò che si sarebbe tolta la vita insieme al fuhrer. Il giorno precedente, Hitler le aveva già chiesto di prepararsi, considerata la situazione senza speranza e, e solo con grande difficoltà era riuscita a ottenere un altro rinvio

poco dopo la mezzanotte, Speer si congedò definitivamente da Hitler. Di nuovo, il dittatore non mostrò la minima commozione: "parte, dunque. Bene. Arrivederci" disse tagliando corto. Non era rimasto nulla della confidenza di un tempo. Ancora una volta Speer attraversò la nuova cancelleria, che aveva fatto costruire a tempo di record nel 1938 e ora mostrava ovunque i segni lasciati dal fuoco delle granate dai proiettili.

Berlino vista dall'altro offriva uno spettacolo inquietante: grandi incendi divampavano ovunque, i bagliori delle artiglierie squarciavano l'aria, i proiettili traccianti inondavano la notte di luce chiara. Solo l'oscurità in cui era immerso il settore nord-ovest della città indicava che lì era ancora aperto uno stretto corridoio. L'asse est-ovest tra la colonna della Vittoria e la porta di Brandeburgo fu trasformato in tutta fretta in una pista di fortuna.

Intanto nel mondo sotterraneo del bunker l'atmosfera si faceva sempre più surreale. Hitler si aggirava inquieto per le stanze come un'ombra. Cambiava umore più volte al giorno, così che i suoi aiutanti non sapevano più come prenderlo. Alcuni dei pochi fedeli rimasti si chiedevano che cosa stesse aspettando, perché non la facesse finita, visto che tutto sembrava perduto.

La disciplina si allentò anche tra i più stretti collaboratori. Speer, per esempio, durante la sua visita del 23 aprile notò: "quando, in altri tempi, entrava in una stanza, tutti i presenti si alzavano in piedi e vi rimanevano finché lui non si sedeva. Ora invece, in suo presenza, tutti continuavano a parlare, i camerieri a intrattenersi tranquillamente con gli ospiti".

Si fumava molto, che Hitler fosse presentano, e si beveva anche molto. Le riserve di vini e grappe accumulate nelle cantine della cancelleria dal maggiordomo, furono saccheggiate, le bottiglie vuote erano sparse ovunque. Le conversazioni nel bunker ruotavano per lo più intorno al modo migliore di suicidarsi: era meglio spararsi un colpo di pistola o ingoiare una capsula di muro?

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"io voglio essere un bel cadavere. Prenderò del veleno

Eva Braun, moglie di Hitler

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Maggio 1944. un ricevimento serale nella sala grande del Berghof. Hitler ed Eva Braun (seduti vicini) Maggio 1944. un ricevimento serale nella sala grande del Berghof. Hitler ed Eva Braun (seduti vicini)

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