Girolamo è rappresentato mentre sta scrivendo la Bibbia, dall'ebraico al latino. La luce entra nella stanza a sinistra del punto di osservazione dello spettatore. Sulla destra c'è un teschio che allude alla fragilità della vita e vicino un crocifisso appoggiato a terra e una candela spenta
Michelangelo, contrariamente a quanto si credeva fino a qualche decennio fa, nacque a Milano il 29 settembre del 1571, da una famiglia originaria della cittadina bergamasca di Caravaggio. Venne battezzato il 30 settembre e prese il nome del santo del giorno della sua nascita, Michele Arcangelo appunto, così come ricordato nel suo atto di battesimo conservato nell'archivio della parrocchia della Basilica di Santo Stefano Maggiore.
I genitori, Fermo Merisi e Lucia Aratori, il 14 gennaio di quello stesso anno si erano sposati e poi trasferiti nel capoluogo lombardo per lavorare, ma nel 1577, a seguito di una epidemia di peste, rientrarono nel borgo nativo, dove anche Michelangelo rimase fino al 1584. All'età di tredici anni, infatti, tornò di nuovo a Milano, dove entrò nella bottega di Simone Peterzano, pittore manierista lombardo che si dichiarava allievo di Tiziano, dove ebbe un contratto di apprendistato per ben quattro anni, fino al 1588.
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fu realizzato nel 1609 su commissione del Senato della città di Messina che voleva il dipinto per decorare la chiesa dei Cappuccini, si trova oggi nel museo regionale della città
San Girolamo, con il torso nudo e due panneggi, uno rosso l'altro bianco, a coprirgli le gambe, è intento a scrivere su un tavolo, sopra al quale si trovano un teschio, un crocifisso posto di scorcio e una candela spenta. Dietro di lui, sul muro a sinistra, è appeso un galero rosso, copricapo tipico dei cardinali, a ricordare il suo ruolo all'interno delle gerarchie ecclesiastiche. Gli oggetti raffigurati, straordinari esempi di una natura morta "sana", invitano gli spettatori a riflettere sulla vanità della vita e sull'importanza della dimensione spirituale.
L'opera venne realizzata dal maestro lombardo durante il suo soggiorno a Malta ed è citata per la prima volta dal biografo Giovan Pietro Bellori, che riferisce: «Per la Chiesa medesima di San Giovanni, entro la Cappella della nazione italiana, dipinse due mezze figure sopra due porte, la Maddalena, e San Girolamo che scrive».
A partire dallo stemma posto in basso a destra è stato possibile riconoscere il committente in Ippolito Malaspina, zio della seconda moglie del banchiere e committente del Merisi Ottavio Costa e alto funzionario dello Stato monastico dell'Ordine dei Cavalieri di Malta.