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Gli effetti del movimento delle zolle

Gli effetti del movimento delle zolle

Secondo la teoria della tettonica delle zolle la litosfera terrestre ha subito e continua a subire profonde modificazioni a causa dei movimenti delle zolle

La dinamica endogena produce continuamente nuove strutture nella litosfera oceanica e continentale e ne distrugge altre. Gran parte di questa attività si verifica lungo i margini delle zolle, dove si concentrano l’attività sismica e vulcanica del nostro pianeta.
Distribuzione dei terremoti. In corrispondenza dei margini passivi e conservativi (faglie) si verificano terremoti con ipocentri superficiali legati alla formazione di faglie trasformi o ai movimenti di scorrimento laterale delle zolle.
L’attività sismica profonda è presente lungo i margini di subduzione ed è dovuta alla resistenza che la zolla in subduzione trova nel suo movimento verso il basso. Infatti solo una porzione della zolla che si immerge va incontro a fusione, mentre gran parte dei materiali che la costituiscono rimangono rigidi e freddi. È facile quindi che, durante la trazione, tali materiali accumulino energia elastica e si fratturino e provochino terremoti con ipocentro sempre più profondo. Per questo gli ipocentri dei terremoti sono collocati a profondità diverse lungo il piano di subduzione. Il piano di subduzione viene denominato piano di Benioff.
Il piano di Benioff ha un’inclinazione ma sempre diretto dalla fossa verso il continente.
•    Nelle zone di distensione della crosta, cioè lungo i margini divergenti delle zolle, si osservano eruzioni lineari con attività effusiva tranquilla, con ipocentro superficiale vulcanesimo effusivo (lava fluida e basaltica).
•    Nelle zone di subduzione si producono magmi di composizione varia, che alimentano un’attività vulcanica prevalentemente esplosiva epicentri profonda.
Il magma, risalendo, dà origine a un arco vulcanico insulare oppure un arco di vulcani sul bordo del continente.
•    Nelle zone di collisione, in cui avviene lo scontro tra due margini continentali, la crosta continentale viene deformata e riscaldata e si formano magmi di anatessi, che risalgono con difficoltà, a causa delle forti pressioni e possono originare grandi plutoni a composizione granitica.
•    Nelle zone in cui giungono in superficie colonne ascendenti di materiale caldo, provenienti dal mantello profondo, si generano rigonfiamenti isolati (punti caldi) pennacchi.
Orogenesi: l’insieme dei processi, tettonici, vulcanici e metamorfici, coinvolti nella formazione di una catena montuosa.  
I processi orogenetici si realizzano lungo i bordi dei continenti, qui si verificano fenomeni che piegano e accavallano gli strati rocciosi, creando una catena montuosa. L’orogenesi può avvenire quando:
•    Due continenti entrano in collisione (Alpi, Himalaya e Appalachi)
•    Quando c’è subduzione di litosfera oceanica lungo un margine continentale attivo.
•    Quando c’è accrescimento crostale (montagne rocciose in Nordamerica).

 
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