ritrae Dante alla corte di Scarpetta, signore di Forlì che aveva accolto il poeta durante il suo esilio, per persuaderlo a farsi capo dei Ghibellini contro Firenze. Randi, politicamente impegnato e volontario nelle guerre dell'Indipendenza italiana nel 1848, interpreta il tema romantico del desiderio di una unificazione politica, trovando nella figura di Dante l'ideale rappresentazione degli ideali civili e morali dell'uomo risorgimentale.
Nel dipinto, Randi descrive la corte forlivese con segno composto ed eleganza di valori cromatici, insistendo sulla resa illusionistica dei dettagli e sull'accuratezza dei tessuti.









