Dal Medioevo alla modernità: il ciclo del Santo Graal di Morris e Burne-Jones

Dal Medioevo alla modernità: il ciclo del Santo Graal di Morris e Burne-Jones

Re Artù, leggendario sovrano della Britannia altomedievale, fu una figura molto popolare in epoca vittoriana, soprattutto per l'associazione con gli ideali della cavalleria, incarnati nella creazione dei Cavalieri della Tavola rotonda a Camelot.

Le storie arturiane si diffusero anche in Europa: Paolo e Francesca di Dante, per esempio, caddero nel peccato leggendo dell'amore adulterino tra Ginevra, moglie di Artù, e Lancillotto, il suo cavaliere. Fin dai tempi dell'università, Burne-Jones e Morris erano stati affascinati da Artù, ma fu l'edizione curata dal poeta Robert Southey (1817) di Le Morte d'Arthur di Sir Thomas Malory (1485) a catturare la loro attenzione nel 1855, il periodo in cui decisero di dedicarsi all'arte e al rinnovamento delle tradizioni artigianali come mezzo per realizzare i loro ideali, sia sociali che artistici.

Nei decenni successivi le storie e i personaggi legati ad Artù comparvero spesso nelle loro opere.

La collaborazione tra Burne-Jones e Morris, durata tutta la vita, culminò nella rielaborazione visiva della ricerca del Santo Graal, la più grande delle leggende arturiane, realizzata nella più sontuosa forma d'arte medievale e rinascimentale, l'arazzo tessuto in lana e seta. La prima serie di arazzi del Graal fu disegnata tra il 1890 e il 1893 e la tessitura fu completata nel 1895 sotto la supervisione personale di Morris e Burne-Jones.

In origine preceduta da una scena che raffigura la convocazione dei cavalieri, la sequenza presentata in mostra parte dalle realtà terrene della vita medievale per arrivare a una conclusione mistica. In The Arming and Departure of the Knights sono ritratti i cavalieri sui loro destrieri con spade, lance, pesanti armature ed elmi lucidati; le dame di corte li aiutano ad armarsi e si congedano da loro. La scena è ambientata davanti al solido portale d'accesso a Camelot, dove si trova la regina Ginevra che porge uno scudo a Lancillotto.

The Failure of Sir Gawaine - tapestry The Failure of Sir Gawaine - tapestry

I due arazzi successivi mostrano due insuccessi nel raggiungimento dell'obiettivo: The Failure of Sir Gawaine che, insieme al compagno Sir Ywain, viene fermato davanti alla porta di una solitaria cappella da un angelo che li rimprovera per la loro mancanza di fede, e The Failure of Sir Lancelot to Enter the Chapel, in cui si vede il cavaliere addormentato e un altro angelo severo che gli impedisce di avvicinarsi.

La scena finale è illustrata su un arazzo di grandi dimensioni che si estende per oltre sette metri, quasi a sottolineare la lunghezza del viaggio che ha portato a The Attainment.

Gli arazzi furono prodotti utilizzando una combinazione di tecniche moderne e antiche: i cartoni disegnati a mano da Burne-Jones furono prima ingranditi per via fotografica e successivamente elaborati dall'artista, integrati con motivi decorativi e floreali da John Henry Dearle e realizzati in lana e seta dagli esperti tessitori ai telai della Merton Abbey.

Gli arazzi ebbero un impatto profondo sugli artisti e sul grande pubblico, sia quando furono presentati all'Esposizione Universale di Parigi in quel momento cruciale della storia dell'arte e della decorazione che fu il 1900, sia nel 1924-1925 quando furono inclusi nella più grande mostra mai organizzata, la British Empire Exhibition di Wembley.

The Failure of Sir Lancelot to Enter the Chapel The Failure of Sir Lancelot to Enter the Chapel

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