La ragazza vive a Washington DC e nei giorni successivi all'assalto prese il suo smartphone, aprì Bumble, un'app di incontri, e cambiò la sua affiliazione politica in «conservatrice». Poi cominciò a scorrere i profili degli uomini della zona che l'algoritmo le suggeriva, uno swipe dopo l'altro, iniziando a chattare con molti di loro. Lei faceva capire subito di essere molto fan di Trump e bastava pochissimo, raccontò poi, perché alcuni di questi uomini iniziassero a vantarsi delle loro gesta a Capitol Hill: e quando la ragazza si fingeva entusiasta, incuriosita, affascinata dai loro racconti, loro mandavano foto e video per mostrare che c'erano stati davvero, a mettere a ferro e fuoco il Parlamento, mica scherzavano. Guardami mentre salgo con i piedi sulla scrivania di Nancy Pelosi! La ragazza faceva gli screenshot e quando gli uomini dichiaravano il loro nome e le davano il loro contatto, sperando di proseguire altrove quella conversazione, girava tutto al numero di telefono messo a disposizione dall'FBI per cercare informazioni sui manifestanti violenti. La ragazza consegnò ai federali le generalità di una decina di uomini, uno è già stato condannato.
Una ragazza statunitense ha usato una strategia particolarmente creativa per permettere all'FBI di rintracciare e arrestare uno dei sostenitori di Donald Trump che partecipò all'assalto violento contro il Congresso statunitense del 6 gennaio 2021