Arte bizantina: riassunto

Arte bizantina: riassunto

Costantinopoli. Alla morte di Teodosio, il vasto impero romano fu suddiviso fra i suoi due figli, Onorio e Arcadio

L’impero d’occidente cadde, per opera di Odoacre, nel 476; l’impero d’oriente, invece, visse una fase di splendore, in particolare sotto Giustiniano, che regnò dal 527. L’impero romano d’occidente divenne quindi un centro di elaborazione culturale e ispiratore di una cultura che troverà il suo espansionismo bizantino in Italia quando Giustiniano ricondurrà sotto l’egemonismo politico la penisola italica. Con questo passaggio, si inaugura la corrente culturale, sviluppatasi in Italia, che va sotto il nome di Arte bizantina.
Costantinopoli sarà la diretta erede di quel linguaggio antinaturalistico, gianticlassico, che comincia ad affiorare  con caratteri sempre più accentuati nel periodo tardoantic. Nell’arte bizantina si ha la frontalità e i corpi perdono volume.
Un esempio tipico di questo aspetto è il panneggio di Giustiniano che compare nella chiesa di Ravenna. Giustiniano e la moglie Teodora si fronteggiano; le figure hanno quindi uno schieramento frontale e, soprattutto, non hannov olume. Si perde lo scorcio, si perde la corporeità, le figure sono bidimensionali, pura immagine; sono paratattiche, essendo una attaccata all’altra, carattere che avevamo già visto delinearsi nel fregio di Costantino. Si ha la ripetitività della rappresentazione figurativa. Lo sguardo è lontano, perso, si ha una completa assenza di patos. Le figure espongono una ieraticità. Questo è il linguaggio bizantino, che trova ampia collocazione in Italia e avrà centro nella città di Ravenna.
Nell’ultima fase dell’impero romano d’occidente, Ravenna divenne una città molto importante, poiché aveva un territorio facilmente difendibile, essendo caratterizzata da un territorio paludoso che avrebbe rallentato le invasioni dei nemici. Si affacciava sull’Adriatico, perciò, tramite le sue navi, era in contatto diretto con Costantinopoli. Si ritrova ad occupare un ruolo strategico, perciò, nell’ultima fase dell’impero romano d’occidente, fu scelta come capitale. Sotto Teodorico, il capo barbaro mandato da Bisanzio per ricondurre l’Italia sotto l’influenza di Costantinopoli, Ravenna divenne una sorta di stato federato a Costantinopoli. Teodorico, pur essendo figlio di un capo Barbaro, essendo andato ostaggio a Costantinopoli, ricevette un’educazione colta, di corte, poi, mandato in Italia per riconquistarla, si insediò a Ravenna divenendone re.
Dopo la morte di Teodorico si ebbe una serie di lotte intestine tra i capi barbari che volevano sedere sul suo trono. Giustiniano ne approfittò, mandando un esercito che dopo una lunga guerra, durata diciotto anni, sconfisse i barbari e riportò l’Italia sotto l’influenza di Costantinopoli.
Nel 568 giungono i longobardi, che occuperanno gran parte dell’Italia centro-settentrionale. Successivamente arrivano i Franchi, con Carlo Magno, che annienterà il regno longobardo nel 774 e verrà poi incoronato imperatore, a Roma, nella notte di Natale dell’800. Si ha così una diminuzione della dominazione bizantina in Italia, anche se l’Italia meridionale, in particolare la Puglia e la Calabria, resterà sotto l’influenza bizantina fino al 1050.

 
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