L'assenza di quella impetuosa "genialità" che viene associata al giovane Canaletto, la fragilità delle strutture architettoniche, la piattezza di alcuni brani, l'illustrazione scenica, convincono ad accettare l'attribuzione a Bernardo Canal, padre di Canaletto e suo compagno nel viaggio a Roma.
Si riconosce tuttavia una qualità differente nella parte destra della tela, dove il frammento del colonnato di fantasia invaso dalla vegetazione, su un alto basamento con bassorilievo, aggiunto al dipinto già ultimato, rivela un'attenzione ai dettagli architettonici che non si ritrova nella resa superficiale dei monumenti sul Campidoglio, con la stessa conoscenza e precisione è descritta la colonna dorica che appare in medesima posizione nel Veduta ideata con rovine romane.
Al figlio, e non al padre, va riconosciuta anche la figura di spalle davanti al colonnato, eseguita con pennellate efficaci e sicure. Canaletto interviene su una veduta topografica della Roma moderna, per trasformarla a capriccio, nel gusto che domina le sue prime opere. Il dipinto testimonia che anche il padre Bernardo, intraprende in quel momento la stessa strada, probabilmente seguendo e affiancando il figlio.