L’ingresso a Palazzo Ducale dell’ambasciatore di Francia a Venezia, Jacques-Vincent Languet, Conte de Gergy, 5 novembre

L’ingresso a Palazzo Ducale dell’ambasciatore di Francia a Venezia, Jacques-Vincent Languet, Conte de Gergy, 5 novembre

Le scene delle feste per commemorare il soggiorno a Venezia degli ambasciatori delle potenze straniere e le onorificenze ricevute dalla Serenissima erano a Venezia nei primi decenni del Settecento una prerogativa di Luca Carlevarijs. Ma a partire dal 1726 Canaletto si sostituisce al pittore friulano, conferendo vitalità e splendore a queste rappresentazioni

Jacques Vincent Languet, giunse a Venezia il 6 dicembre 1723 come ambasciatore ordinario di Luigi XV, a suggellare la riapertura delle relazioni diplomatiche, interrotte bruscamente nel 1709 da Luigi XIV. Soltanto tre anni più tardi, il 12 ottobre 1726 l'ambasciatore esprime il desiderio di presentare le sue credenziali al doge Alvise III Mocenigo, chiedendo di poter fare il suo ingresso il giorno 4 novembre. La cerimonia si svolse secondo un programma preciso di incontri, formalità e festività nell'arco di due giornate, dettagliatamente descritte.

questo dipinto è stato commissionato al ricordo di quell'evento, la cui importanza è testimoniata dalla relazione del conte. Per rendere indimenticabile quel giorno Canaletto si richiama alla vecchia tradizione delle rappresentazioni storiche degli ingressi. Questi dipinti, di grande dimensioni, erano una prestigiosa testimonianza della funzione politica svolta a Venezia da portare con sé in patria.

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a fine 500 Venezia contava all'incirca 150.000 abitanti - di contro i 200.000 di Londra e ai 216.000 di Parigi - e molti erano greci, ebrei, armeni, turchi, albanesi e altri provenienti dalla Germania...

Nei primi piani compaiono personalissime soluzioni, come la gondola dei popolani che riesce a piazzarsi davanti a quella da parata, i due estrosi barcaioli sui gradini e un'altra gondola che spunta veloce da sotto il ponte. Con Canaletto, protagonista è Venezia, la città che accoglie l'ambasciatore straniero nella profondità di uno spazio pittorico affascinante, creato con uno slancio scenografico, esaltato dai colori sgargianti del corteo. Canaletto coglie l'intera facciata del Palazzo Ducale che è, maestoso e potentemente scorciato, imprime alla veduta, con la dinamicità di una fuga prospettica, la sensazione dell'importanza del momento e l'idea del suo trascorrere. Questa si accentua con l'ombra morbida della nuvola che passando si riflette su un angolo del Palazzo Ducale e ingloba, per un attimo, la folla dietro il corteo, per farlo maggiormente risaltare. La luminosità dei colori, dei gialli solari e dorati, dei rossi puri, accenna a una nuova ricerca in atto. 

Il conte de Gergy viene richiamato in patria il 28 ottobre del 1731 in seguito alle proteste dei veneziani contro le frodi commesse da suoi domestici e non, come si pensava, per motivi di salute

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