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Riassunto su Persio

Riassunto su Persio

Muore nel 62 d.C. Uno stoico che usa la satira perché non vede altra realtà possibile

Le sue satire si sposano con la sua intransigenza stoica: sono dure e forti. Sappiamo che era nato a Volterra. La sua fortuna era legata ai ceti cavallereschi etruschi. Il maestro fu Gneo Cornuto. Il legame fu così stretto che quando stette per morire raccomandò al maestro la sua opera poetica, che fu infatti lui a pubblicare. Gneo compare nelle satire. Sono sei in esametri e sono anticipate tutte da 14 versi, chiamati coliambi, molto importanti perché contengono una dichiarazione di poetica.


La satira è contro i comportamenti umani. La società non ama né applica la misura. La prima satira è un testo che possiamo considerare un completamento dei coliambi: Persio manifesta il suo dissenso verso una poesia, un modo di intendere l’arte tesa a colpire il lettore per la sua bellezza formale. La poesia dei suoi tempi gli appare tanto magniloquente quanto vuota di contenuti morali. Secondo Persio l’arte non può essere intesa come uno strumento per intrattenere il lettore. Nella prima satira Persio è capace di dire che la poesia del poetastro di cui parla è capace di eccitare sessualmente l’ascoltatore: ciò vuol dire che vengono toccate le corde più basse, che la moralità è troppo distante. Se così stanno le cose Persio pensa che non sia un comportamento morale. Il poeta ha il dovere di essere etico: la magniloquenza inganna il lettore. Fa alcuni esempi e forse sono tratti dalle opere di Nerone.


Questo è normale perché uno stoico è avverso all’imperatore stesso. In Persio, Lucilio è il modello della satira aggressiva che sottolinea i vizi degli uomini e ne ride, Orazio invece viene visto come colui che non si limita alla raffinatezza formale ma pensa anche ai contenuti morali. Orazio è il poeta del moralismo. Persio indica tali modelli come precisi. Vi sono delle differenze evidenti tra la satira di Persio e quella di Orazio, il labor limae,… Persio non vuole assoggettare la satira alla perfezione formale. Preferisce ci sia un contenuto. Se veicola argomenti troppo immorali egli gli è contrario. Non dimentichiamo che Persio appartiene alla scuola stoica. Nella V a parlare p il maestro di Persio: Anneo Cornuto e gli dice cose importanti. Affida al maestro il compito di fissare il modo in cui lui vuole fare poesia.


Satire
Seguire la gente in toga vuol dire seguire il parlare dei cittadini che si trovano al foro per discutere di politica. Il livello alto della conversazione urbana, ma sempre conversazione. Deve avere la capacità di elaborare il discorso, con attenzione alla composizione. Lui parlerà dei costumi perché deve parlare del vero e inchioderà i costumi corrotti e li inchioderà scherzando ma senza volgarità, lasciando la mitologia e occupandosi della quotidianità.
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