Le tele del Caravaggio nella chiesa San Luigi dei Francesi

le tele del Caravaggio nella chiesa San Luigi dei Francesi

nella cappella Contarelli si trovano: La vocazione, il martirio di san Matteo, san Matteo e l'angelo (seconda versione) in quanto la prima versione andata persa

La vocazione di San Matteo di Caravaggio La vocazione di San Matteo di Caravaggio

Matteo è un esattore delle tasse, per questo viene ritenuto peccatore. La tela vuole rappresentare l'attimo in cui l'uomo si converte. Un giovane è nell'atto di contare delle monete sul tavolo mentre affianco in piedi, un uomo più adulto controlla l'operato. Oltre le monete sparse, anche un libro di conti e un calamaio in cui indicare i nomi dei debitori. Un raggio di luce illumina la stanza ma non proviene dalla finestra. E' una luce divina. I cinque al tavolo hanno perso l'innocenza divina a causa delle loro scelte ma con la luce di Cristo possono redimersi.

Matteo viene chiamato da Gesù ( ultimo a destra nel ritratto ) ed incerto chiede conferma se si sta rivolgendo proprio a lui, indicando con il dito della mano, se stesso. Pietro, affianco al Cristo ( entrambi avvolti da una tunica ), dà conferma, indicando a sua volta, che il destinatario della chiamata è proprio lui: Matteo. Delle altre persone al tavolo, alcune si voltano incuriosite mentre altre non badano attenzione al Cristo impegnate come sono nella conta del denaro.

Secondo alcuni studiosi, poichè per contratto il Caravaggio doveva rappresentare Matteo mentre arraffa i soldi, si ipotizza che sia il giovane al tavolo proprio colui scelto per rappresentare l'esattore, tanto più che nasconde anche un sacchetto pieno di denari sotto al braccio. Quindi il vecchio che punta il dito, non lo avrebbe rivolto verso se, ma la posizione del polso sembra invece dirigersi verso il giovane. La spada simbolo di forza e violenza si contrappone alla palma che l'angelo porge a Matteo e che è simbolo di gloria eterna e santità. L'assassino è nudo fiero della sua fisicità e prestanza mentre il Santo è rivestito delle vesti sante simbolo che è ministro di Dio e indossa la stola simbolo di immortalità. l'omicidia si finge desideroso di ricevere il battesimo. Nessuno interviene, nessuno tenta di aiutare Matteo. La parola battesimo deriva dal greco e significa immergere nell'acqua. La morte viene trasformata dalla palama offerta dall'angelo. Martirio deriva adal greco e

Lo spettatore viene chiamato in causa e Gesù, con il suo indicare, si rivolge anche a chi osserva la scena. L'intento è di liberare Matteo, cioè ogni essere umano, dalla schiavitù del peccato. Questo è il momento in cui l'uomo è chiamato a scegliere

il martirio di san Matteo del Caravaggio il martirio di san Matteo del Caravaggio
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le radiografie del dipinto mostrano alcuni ripensamenti dell'autore come un angelo dipinto di spalle. Il tutto si svolge all'interno di una Chiesa o un luogo consacrato dato che sullo sfondo appare un altare con una candela accesa. Un anziano sacerdote, Matteo, era nell'atto di battezzare i neofiti riconoscibili dal fatto che indossano solo un perizoma, e proprio uno di loro attacca san Matteo.

Questo comportamento porta sgomento tra i presenti e, la figura centrale del carnefice, scatena in loro terrore. La folla inorridita dall'intera scena, si ritrae. Nessuno interviene, nessuno tenta di aiutare Matteo, limitandosi a guardare o a fuggire. Caravaggio partecipa fisicamente alla scena, prestando il suo volto a uno degli uomini che assistono all'uccisione, l'uomo con la barba e i baffi alla sinistra del carnefice. Perchè un uomo pronto al battesimo compie un simile gesto?

L'aggressore era un boia che si era camuffato per poter avvicinarsi a Matteo ed ucciderlo. La storia del martirio non è narrata nei Vangeli ma se ne parla nelle memorie apostoliche di Abdia primo vescovo di Babilonia. Matteo giunto in Etiopia avrebbe portato alla conversione il re Egippo dopo aver riportato a nuova vita  miracolosamente suo figlio. Alla morte del re succede il fratello Irtaco che voleva sposare la figlia di Egippo, Ifigenia che era sua nipote. La ragazza aveva promesso di restare vergine come pegno d'amore in Dio. Il nuovo re chiese a Matteo di persuadere la nipote ma in una predica in chiesa, Matteo consacrò Ifigenia sposa di Cristo affermando che il voto non poteva essere infranto. Il re offeso diede ordine ad un sicario di uccidere il Santo.

La vittima debole e anziana è sovrastata dal giovane carnefice dal fisico vigoroso. La spada simbolo di forza si oppone alla palma simbolo di gloria eterna che l'angelo, sporgendosi da una nuvola, tenta di offrire a Matteo. Il santo tenta di afferrare la palma della gloria e dell'immortalità  ma la sua mano è bloccata dal carnefice. Il soldato etiope è nudo fiero della sua fisicità e sta per sferrare il colpo di grazia con la spada che tiene nella mano destra. Il futuro Santo indossa le vesti sacre simbolo della sua condizione di ministro di Dio.

Il carnefice si finge desideroso di ricevere il battesimo - termine che deriva dal greco e significa immergere nell'acqua - per poi colpire in modo fulmineo il martire. Martirio  deriva anch'esso dal greco e potrebbe tradursi in: testimonianza. Il martire Matteo è dunque simbolo della fedeltà e testimonianza dell'uomo verso Dio

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la prima versione a sinistra non piacque e fu rifiutata dalla congregazione come nel particolare della mano dell'angelo che guida la scrittura del testo. Gesto che poteva essere frainteso come allusione al fatto che Matteo non fosse capace di scrivere il Vangelo. Matteo appare quasi come una marionetta che si fa guidare senza poter decidere. La tela andò persa durante i bombardamenti a Berlino della Seconda Guerra Mondiale.

Nella seconda versione del 1602 Matteo - il nome in ebraico significa: dono di Dio - appoggiato ad uno sgabello in bilico, appare più collaborativo. Si mette a disposizione, scrivendo il Vangelo che racconterà la parola di Dio. Ciò che scrive non è un opinione personale ma quello che realmente è accaduto. Le parole dette dal figlio di Dio in terra. Si volta verso l'alto a conversare con l'angelo, messaggero attraverso cui Dio ispira l'uomo, che appare sopra la sua testa. L'angelo sembra intento a contare con le dita della mano forse a elencare la lista divina che discende da Adamo.

La panca traballante simboleggia la condizione umana in bilico tra il bene e il male mentre la tunica indossata dall'uomo è simbolo di cambiamento avvenuto nella sua vita dopo la chiamata di Cristo