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Cause divisione dell’Impero Romano

Cause divisione dell’Impero Romano

Distinzione che si viene a creare tra l’Impero Romano d’Oriente e Impero Romano d’Occidente

Siamo alla fine del III - inizio de IV secolo, con l’imperatore Diocleziano (285-305).
Diocleziano fa numerose riforme amministrative: è un imperatore che cerca di dare un impianto diverso alla struttura dell’impero perché i segni di crisi erano già presenti al suo interno. Capisce che la parte orientale e quella occidentale dell’impero stanno prendendo strade diverse (economicamente e amministrativamente) e decide di creare un sistema di divisione dell’impero (un imperatore Augusto a oriente e uno ad occidente) e un sistema di successione (ogni Augusto decide a chi lasciare l’impero).
Tale riforma viene chiamata tetrarchia. Si crea così una distinzione tra oriente e occidente nell’impero.
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I confini dell’impero sono estremamente labili. Il vero confine che Roma cerca di tenere sotto controllo è quello del Limes, dato dal corso del fiume Remo e dal Danubio. Questo separa il “mondo dei barbari” dal “mondo romano”. Quali sono state le cause che hanno potuto consentire il crollo dell’impero romano d’occidente? L’impero romano d’occidente, che sembrava essere una struttura amministrativa molto complessa, compatta e forte, con una propria cultura ben radicata, ad un certo punto cede di fronte all’entrata in questo mondo di popolazioni esterne (i barbari).
I barbari non sono l’unica causa. Non dobbiamo considerare l’impero romano come una realtà compatta e forte: questa è l’immagine che gli autori ci hanno tramandato, dove la romanità è riuscita ad estendersi in modo convincente in tutta l’area.
Anche nei secoli di piano sviluppo dell’impero romano c’erano diverse realtà al suo interno in cui la dominazione romana non era stata accettata: nella realtà locale c’era sì un’élite che accettava la dominazione romana, ma c’era anche una popolazione locale che voleva mantenere la propria identità.
C’era quindi una forte distinzione di ceto: una cosa erano gli amministratori (ceto dominante), altra cosa erano le popolazioni locali. Infatti, al momento delle invasioni barbare, esistono accordi tra popolazioni barbare e popolazioni romane e viceversa.
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Quindi una prima causa è la debolezza interna dell’impero. Il mondo esterno all’impero romano era una realtà estremamente complessa: vi erano una serie di popolazioni prive di una propria vera identità che si muovevano nell’area del confine del Limes, venendo a contatto con i romani.
Erano popolazioni perlopiù seminomadi, gruppi di tribù che vivevano di un’economia abbastanza primitiva. In tutto questo, le osservazioni che facciamo si basano su fonti estremamente labili: sono popolazioni che non usavano la scrittura, si basavano sulla tradizione orale e hanno lasciato pochi reperti archeologici. Quello che ne dice il mondo occidentale, romano, è una visione esterna rispetto alla loro tradizione: alcune fonti li esaltano altre li criticano.

Questo mondo complesso vive a lungo al di fuori del limite che la romanità si è data, al di fuori dei confini dell’impero. Con ciò non dobbiamo pensare che non ci fossero contatti tra i due mondi.Molti elementi barbarici entrano in contatto con la romanità soprattutto per quanto riguarda la loro capacità di combattere: è certo che queste tribù si sono progressivamente caratterizzate per essere delle popolazioni che danno all’uso delle armi un ruolo determinante. Il capo militare che sa dimostrare coraggio e vince militarmente è colui che guadagna rispetto all’interno della società ed ottiene il comando del gruppo.

 
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