Aveva poi creato con il mucchio di resti anfibi una forma inversa della pila voltaica, in cui lo zinco e il rame erano sostituiti da muscoli e nervi. Matteucci aveva appena costruito la prima pila al mondo formata esclusivamente da rane.
Quando misurò la corrente osservò che più cosce utilizzava, più si spostava l'ago del galvanometro, cioè la corrente aumentava. Ma l'esperimento non finiva lì. Una volta convinto che la pila conteneva abbastanza materiale biologico, Matteucci prese il cavo che ne usciva e lo usò per toccare delicatamente un oggetto floscio depositato su una lastra vicina: una rana diversa o, meglio, ciò che restava della rana. Al contrario della pila a rana, quest'ultimo animale era stato preparato nella maniera specificata da Galvani molti anni prima: era scuoiato e la testa e il torso mancavano quasi del tutto, salvo i due nervi crurali che ancora collegavano il midollo spinale alle zampe, rimaste intere. Quando il cavo la toccò, l'orrenda mezza marionetta si contrasse subito nel ballo familiare. L'elettricità animale, e solo quella, aveva fatto muovere le zampe di una rana morta.