Il fenomeno del japonisme, ebbe grande diffusione soprattutto dopo la partecipazione del Giappone all'esposizione universale di Londra del 1862 e dopo la mostra di arte giapponese organizzata dal museo delle arti decorative di Parigi nel 1867. Gli artisti si ispirarono all'arte giapponese in due modalità differenti: alcuni inserirono abiti e oggetti giapponesi (paraventi, ventagli, vasi, decori) nei loro dipinti, altri ripresero lo stile grafico bidimensionale delle stampe ukiyo-e.
Un esempio del primo tipo è Primavera. Qui una donna annaffia le piante davanti a una grande finestra. E' un oggetto insolito per Grimshaw, un artista di età vittoriana molto più noto per i suoi scorci urbani notturni. Ma in questo dipinto c'è qualcos'altro di ancora più insolito: la vestaglia della donna non è un abito inglese dell'ottocento ma un kimono giapponese.
E di gusto giapponese sono anche il paravento giallo sulla sinistra, le vesti poggiate sulle sedie, il vasetto con cui la donna irriga le piante e il grande vaso davanti al paravento. La finestra di Grimshaw dunque è solo un pretesto per mettere in scena un piccolo mondo raffinato ed esotico trasformando un gesto ordinario in un evento di grande eleganza.