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The tempest: analisi

The tempest: analisi

SHAKESPEARE e THE TEMPEST

Shakespeare, già un secolo prima di De Foe, affronta il problema del rapporto tra uomo bianco e indigeno, rispettivamente Prospero e Calibano. Prospero ha dunque un difficile rapporto con Calibano. E’ il primo anche a descrivere il naufragio sull’isola, con qualcuno che già la abita. Prospero non si comporta in maniera tanto diversa da Robinson, poiché gli insegna la propria lingua, cerca di addomesticarlo, non di rispettare la sua diversità. Si appropria inoltre delle sue conoscenze e abilità spacciandole per proprie. Tanti scrittori postcoloniali hanno riscritto la tempesta dal punto di vista del mostro, di Calibano, sottolineando appunto queste crudeltà da parte di Prospero. Shakespeare sta però dalla parte di Prospero, dunque Calibano è il malvagio. Shakespeare si adegua dunque all’ideologia del tempo, scrivendo quest’opera per il pubblico del 1500, che questo si aspettava, non qualcosa di diverso.
Si tratta dell’ultima fase di teatro di Shakespeare, che comprende i Romances, Pericle, Ciamberlino e appunto The Tempest. Vi è una grande differenza dai Romances per esempio, perché in The Tempest Shakespeare decide di applicare le regole aristoteliche di tempo, spazio e azione. Gli studiosi di Shakespeare ad un certo punto misero     questo testo davanti a tutto, non perché venne scritto cronologicamente prima, ma perché è l’unico testo curato nei minimi particolari: vi sono infatti didascalie, istruzioni per gli attori, la divisione in atti e le scene sono molto curate. Vi è anche l’elenco dei personaggio ed il testo appare pulitissimo, in contrapposizione ai soliti esemplari di Infoglio, ossia di foglio piegato in due, una sorta di canovaccio che serviva per la rappresentazione dell’opera a teatro. Nel 1611 venne rappresentata per la prima volta a corte e lo spettacolo durò 3 ore, il tempo effettivo della vicenda, secondo le regole aristoteliche. I fatti precedenti li sappiamo attraverso dei flashbacks.
In THE TEMPEST i critici individuano il rapporto conflittuale tra NATURE e NURTURE, ossia tra uomo e selvaggio, tra educazione e primitivismo. Il rapporto è oppositivo ed è difficile: esprime il dramma della civiltà che incontra una nuova civiltà. Ai tempi di Shakespeare il bello era fuori e il brutto dentro!
OPERA. Si tratta di un’opera INSOLITA, per:
•    LA COLLOCAZIONE nell’infoglio.
•    NESSUN ERRORE IL testo non contenente errori: è pulito e sono presenti didascalie.
•    FONTI Non si è mai stabilito quali siano di per certo le fonti, ma sono state fatte congetture su Virgilio, Ovidio o i Bermuda Pamphlets.
•    TRATTI Parliamo dei tratti con cui Shakespeare dipinge i personaggi. Potrebbe esservi un’identificazione tra Prospero e l’autore.
•    BREVITA’ DEL TESTO E’ infatti una delle commedie più brevi del canone elisabettiano
•    UNITA’ Vengono rispettate le unità aristoteliche del teatro: non vi sono infatti salti temporali, ma si utilizza, per i fatti precedenti, un flashback di Prospero, il quale racconta.
•    METACOMMEDIA Sono infatti presenti secondo la critica sia una commedia che una meta commedia: abbiamo infatti il dramma scritto da Shakespeare e l’intreccio raccontato da Prospero.

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