se pensiamo che oggi circa 2/3 di tutte le persone presenti sul nostro pianeta vivono nel raggio di 100 km dall'oceano, e che delle 50 città più grandi del mondo almeno 30 si trovano nei pressi, ci rendiamo conto di quanto i rischi siano alti allarmanti.
Fra dieci anni metà della popolazione mondiale vivrà in zone costiere esposte a inondazioni, tempeste e tsunami, che secondo le previsioni aumenteranno in frequenza e intensità in molte regioni, aumentando il rischio di sfollamenti. In base all'entità delle emissioni future e allo sviluppo dei percorsi demografici, si prevede che l'innalzamento del livello del mare costringerà a spostarsi da decine a centinaia di milioni di persone entro il 2100. La minaccia è maggiore per le comunità costiere nelle aree densamente popolate di Cina, Bangladesh, India e Vietnam ma le prospettive sono nere anche per le isole e gli atolli delle Maldive e delle Tuvalu, che potrebbero essere inabitabili già nel 2050.









