Bal au Moulin de la Galette: descrizione

Bal au Moulin de la Galette: descrizione

L’opera venne realizzata tra il 1876 e il 1877 dal pittore Pierre-Auguste Renoir

Fu esposta l'anno successivo, alla terza mostra impressionista, anche l'ultima a cui il pittore parteciperà; Renoir infatti, pur creando quella che viene considerata il manifesto dell'impressionismo, si ritirerà dal movimento in un momento di interesse per l'arte accademica. L'opera rappresenta un mulino sulla collina di Mont Martre (vicino alla quale i pittore si trovava per un'altra commissione), che fu teatro dei più violenti scontri della guerra franco prussiana e della comune di Parigi (, che venne poi trasformato in un locale da ballo, nel quale, pagando un ingresso di 25 centesimi di franco si poteva ammirare il panorama di Parigi, mangiando una Gallette, focaccetta dolce o salata, e incontrandosi con gli amici.

Prima di eseguire il lavoro l'artista si impegnò in un lungo studio del posto e delle luci, e la prima opera venne eseguita en-plein air sul posto. Fu impresa molto complicata perché, nonostante le semplificazioni fornite dalle nuove attrezzature leggere e portatili, la tela, 1,66x1,82m, rischiò più volte di essere portata via dal forte vento del posto. Anche se l'opera sembra quasi una fotografia fu in realtà studiata e modellata per oltre sei mesi; viene nascosta dal pittore anche la componente drammatica che caratterizza il luogo (comune). Il dolore non viene è presente per la natura impressionista dell'opera, che vuole rappresentare una realtà gioiosa e impressiva In primo piano notiamo una linea diagonale delineata da una panca sulla quale si trovano due ragazze che discutono con due pittori e con il critico d'arte Georges Riviere. Ci sono poi, sempre in primo piano, un'altra panchina, una sedia e un tavolo. A sinistra una donna si china verso una bimbetta vestita di azzurro, sulla sedia è seduta una fanciulla con un vestito a righe azzurre. Sempre sulla sinistra possiamo distinguere il pittore Vidal e Margot.

Sullo sfondo vediamo un'orchestra, una massa scura, amorfa, dalla quale si distinguono i singoli musicisti e i bagliori degli strumenti. La composizione è priva del centro focale il che permette all'artista di rendere meglio il movimento vorticoso dei ballerini che trasmettono energia e movimento anche all'ambiente e al pavimento. Dato importante da considerare è la luce: abbiamo due fonti di luce, una artificiale (serie di lampioni e lampadari che illuminano il locale a giorno) e una naturale. La luce illumina le figure producendo i vari riflessi sugli abiti e sullo spazio circostante. Questa è l'ossessione di Renoir, l'effetto della luce sui soggetti. Il contorno delle forme non viene ricercato, l'importante è l'emozione visiva, molto vicino al realismo fotografico del tempo.