Virgilio, Eneide: Libro 12 - ENEA GUARITO DALLA MADRE VENERE

Virgilio, Eneide: Libro 12 - ENEA GUARITO DALLA MADRE VENERE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 12 - ENEA GUARITO DALLA MADRE VENERE

Atque ea dum campis victor dat funera Turnus, interea Aenean Mnestheus et fidus Achates Ascaniusque comes castris statuere cruentum alternos longa nitentem cuspide gressus Ma mentre Turno vincitore sul campo dà quelle morti,Mneste intanto ed il fedele Acate ed Ascanio come compagno collocarono nell'accampamento Enea insanguinato che appoggiava alla lunga lancia i passi uno dopo l'altro
saevit et infracta luctatur harundine telum eripere auxilioque viam, quae proxima, poscit: ense secent lato vulnus telique latebram rescindant penitus, seseque in bella remittant E' furioso e tenta, spezzata la canna, di strappare la punta e chiede la via, quella più vicina, al rimedio: taglino con larga spada la ferita ed allarghino in profondità il covo dell'arma, e lo rimandino alle guerre
iamque aderat Phoebo ante alios dilectus Iapyx Iasides, acri quondam cui captus amore ipse suas artis, sua munera, laetus Apollo augurium citharamque dabat celerisque sagittas Già era vicino amato più degli altri da Febo Iapige iaside, cui un tempo preso da acuto amore lui stesso Apollo lieto dava le sue arti, i suoi doni, la divinazione, la cetra e le veloci frecce
ille, ut depositi proferret fata parentis, scire potestates herbarum usumque medendi maluit et mutas agitare inglorius artis Egli, per prolungare i fati del padre stremato, preferì i poteri delle erbee la capacità di guariree svolgere senza gloria le mute arti
stabat acerba fremens ingentem nixus in hastam Aeneas magno iuvenum et maerentis Iuli concursu, lacrimis immobilis Stava ritto Enea fremendo acerbamente appoggiato sulla enormeasta con la grande agitazione dei giovani e dell'afflitto Iulo, imperturbabile alle lacrime
ille retorto Paeonium in morem senior succinctus amictu multa manu medica Phoebique potentibus herbis nequiquam trepidat, nequiquam spicula dextra sollicitat prensatque tenaci forcipe ferrum Egli anziano, succinto, gettata indietro la vestealla maniera peonias'affanna molto con mano medica e le potenti erbe di Febo inutilmente, inutilmente smuove con la destra la punta e cerca d'afferrareilferro con pinza tenace
nulla viam Fortuna regit, nihil auctor Apollo subvenit, et saevus campis magis ac magis horror crebrescit propiusque malum est Fortuna per nulla favorisce la via, per niente il maestro Apollo interviene, e sul campo un brivido terribile cresce sempre più e la disfatta è più vicina
iam pulvere caelum stare vident: subeunt equites et spicula castris densa cadunt mediis Ormai vedono il cielo esser immobile per la polvere: i cavalieri avanzano e fitte frecce cadono in mezzoall'accampamento
it tristis ad aethera clamor bellantum iuvenum et duro sub Marte cadentum Un triste grido sale all'eteredi giovani che combattono e cadono sotto il crudele Marte
Hic Venus indigno nati concussa dolore dictamnum genetrix Cretaea carpit ab Ida, puberibus caulem foliis et flore comantem purpureo; non illa feris incognita capris gramina, cum tergo volucres haesere sagittae Allora Venere scossa dall'indegno dolore del figlio da madre coglie dall'Ida cretese il dittamo ,stelo con adolescenti foglie e frondeggiante di fiorepurpureo; quelle erbe non son sconosciute alle capre selvagge, quando frecce volanti si son confitte sul dorso

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