Virgilio, Eneide: Libro 11 - LA MORTE DI CAMILLA

Virgilio, Eneide: Libro 11 - LA MORTE DI CAMILLA

Cultura

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 11 - LA MORTE DI CAMILLA

concurrunt trepidae comites dominamque ruentem suscipiunt Le compagne accorrono trepide e sorreggono la regina che crolla
fugit ante omnis exterritus Arruns laetitia mixtoque metu, nec iam amplius hastae credere nec telis occurrere virginis audet Fugge prima di tutti atterrito Arrunte con letizia e misto lutto, e non osa ormai più confidare nell'asta né affrontare le armi della vergine
ac velut ille, prius quam tela inimica sequantur, continuo in montis sese avius abdidit altos occiso pastore lupus magnove iuvenco, conscius audacis facti, caudamque remulcens subiecit pavitantem utero silvasque petivit: haud secus ex oculis se turbidus abstulit Arruns contentusque fuga mediis se immiscuit armis E come quel lupo, prima che giungano armi nemiche, subito si nascose lontano sugli alti monti, ucciso il pastore o un grosso giovenco, cosciente dell'impresa audace, ed abbassando la coda tremante l'ha messa sotto il ventre e si è diretto alle selve: non diversamente Arrunte agitato si tolse dagli occhi e contento della fuga si mescolò in mezzo alle armi
illa manu moriens telum trahit, ossa sed inter ferreus ad costas alto stat vulnere mucro Alla con la mano, morente, estrae l'arma ma la punta di ferro sta tra le ossa nelle costole con ferita profonda
labitur exsanguis, labuntur frigida leto lumina, purpureus quondam color ora reliquit Vien meno esangue, vengono meno, freddi di morte, gli occhi, il colore un tempo purpureo ha lasciato le guance
tum sic exspirans Accam ex aequalibus unam adloquitur, fida ante alias quae sola Camillae quicum partiri curas, atque haec ita fatur: 'hactenus, Acca soror, potui: nunc vulnus acerbum conficit, et tenebris nigrescunt omnia circum Poi spirando così si rivolge ad Acca una delle coetanee, che unica fedele più di tutte a Camilla con cui spartiva gli affanni, e questo così dice: Fin qui, orella Acca, ho potuto: ora una ferita acerba mi finisce, e tutte le cose diventan nere di tenebre
effuge et haec Turno mandata novissima perfer: succedat pugnae Troianosque arceat urbe Fuggi e questi ultimi avvisi portali a Turno; entri in battaglia ed allontani i Troiani dalla città
iamque vale Ed ormai addio
' simul his dictis linquebat habenas ad terram non sponte fluens Insieme a queste parole lasciava le briglie a terra non spontaneamente, accasciandosi
tum frigida toto paulatim exsolvit se corpore, lentaque colla et captum leto posuit caput, arma relinquens, vitaque cum gemitu fugit indignata sub umbras Poi fredda per tutto il corpo si sciolse a paoco a poco, e posò il flessuoso collo ed il capo preso dalla morte, lasciando le armi, e la vita con un gemito fuggì angosciata sotto le ombre