Virgilio, Eneide: Libro 10 - SCONTRO TRA ENEA E MEZENZIO

Virgilio, Eneide: Libro 10 - SCONTRO TRA ENEA E MEZENZIO

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 10 - SCONTRO TRA ENEA E MEZENZIO

Iam gravis aequabat luctus et mutua Mavors funera; caedebant pariter pariterque ruebant victores victique, neque his fuga nota neque illis Ormai Marte eguagliava i gravi lutti e le reciproche morti; parimenti uccidevano eparimenti cadevano vincitori e vinti; né agli uni né agli altri era nota la fuga
di Iovis in tectis iram miserantur inanem amborum et tantos mortalibus esse labores; hinc Venus, hinc contra spectat Saturnia Iuno Gli dei nel palazzo di Giove commiseravano l'inutile ira di entrambi e che i mortali avessero cosìgrandi affanni;Da una parte Venere osserva, dall'altra contro la saturnia Giunone
pallida Tisiphone media inter milia saevit Tisifone infuria pallita in mezzo alle migliaia
At vero ingentem quatiens Mezentius hastam turbidus ingreditur campo Mezenzio però scuotendo l'asta gigantesca furioso entra in campo
quam magnus Orion, cum pedes incedit medii per maxima Nerei stagna viam scindens, umero supereminet undas, aut summis referens annosam montibus ornum ingrediturque solo et caput inter nubila condit, talis se vastis infert Mezentius armis Quanto grande Orione, quando avanza i piedi aprendo la via attraverso i grandissimi stagni di Nereo, con la spalla sovrasta le onde, o portandosi un annoso orno dagli altissimi monti cammina sul suolo e nasconde il capo tra le nubi, così si presenta Mezenzio con le grandi armi
huic contra Aeneas speculatus in agmine longo obvius ire parat Contro costui Enea, scortoloin una lunga schiera, si prepara ad andargli davanti
manet imperterritus ille hostem magnanimum opperiens, et mole sua stat; atque oculis spatium emensus quantum satis hastae: 'dextra mihi deus et telum, quod missile libro, nunc adsint Egli resta imperterrito aspettando il magnanimo nemico, e sta sulla sua mole; misurato lo spazio con gli occhi quanto sufficiente per l'asta: La destra, un dio per me, e la lancia, che vibro come proiettile, ora mi assistino
voveo praedonis corpore raptis indutum spoliis ipsum te, Lause, tropaeum Aeneae Faccio voto che tu, Lauso, vestito delle spoglie strappate dal corpo del predone (sia) proprio trofeo su Enea
' dixit, stridentemque eminus hastam iecit Disse,e da lontano lanciò l'asta stridente
at illa volans clipeo est excussa proculque egregium Antoren latus inter et ilia figit, Herculis Antoren comitem, qui missus ab Argis haeserat Evandro atque Itala consederat urbe Ma quella volando è sbalzata dallo scudo e lontanotrafigge il nobile Antore tra il fianco ed il ventre, Antore compagno di Ercole, che inviato da Argo s'era unito ad Evandro e s'era insediato nella città itala

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