Virgilio, Eneide: Libro 08 - LO SCUDO DI ENEA

Virgilio, Eneide: Libro 08 - LO SCUDO DI ENEA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 08 - LO SCUDO DI ENEA

illic res Italas Romanorumque triumphos haud vatum ignarus venturique inscius aevi fecerat ignipotens, illic genus omne futurae stirpis ab Ascanio pugnataque in ordine bella Lì re itale gesta ed i trionfi dei romani non ignaro dei vati e conoscitore del tempo futuro il potente col fuoco le aveva plasmate, lì tutta la razza della stirpe futura in ordine da Ascanio e le guerre combattute
fecerat et viridi fetam Mavortis in antro procubuisse lupam, geminos huic ubera circum ludere pendentis pueros et lambere matrem impavidos, illam tereti cervice reflexa mulcere alternos et corpora fingere lingua Aveva plasmato anche la lupa di Marte che ha partorito giacere nel verde antro, attorno alle mammelle a lei pendenti, i due bambini giocare ed impavidi succhiare la madre, ella con la testa tornita girata accarezzava l'uno e l'altro e leccava i corpi con la lingua
nec procul hinc Romam et raptas sine more Sabinas consessu caveae, magnis Circensibus actis, addiderat, subitoque novum consurgere bellum Romulidis Tatioque seni Curibusque severis Né lontano da qui Roma e le Sabine nella folla del circo, rapite senza legge, compiuti i grandi giochi Circensi, le aveva aggiunto ed improvvisamente scatenarsi nuova guerra tra Romulidi, il vecchio Tazio ed i Curi severi
post idem inter se posito certamine reges armati Iovis ante aram paterasque tenentes stabant et caesa iungebant foedera porca Dopo gli stessi re armati, fermato lo scontro, davanti all'altare di Giove erano in piedi tenendo le coppe e stringevano patti, sacrificata una porca
haud procul inde citae Mettum in diversa quadrigae distulerant (at tu dictis, Albane, maneres), raptabatque viri mendacis viscera Tullus per silvam, et sparsi rorabant sanguine vepres Non lontano di lì le veloci quadrighe in direzioni contrarie avevan spaccato Metto ( ma tu, Albano, dovevi restare alle parole) e Tullo trascinava le viscere dell'uomo falsoper la selva, ed i rovi sparsi grondavan di sangue
nec non Tarquinium eiectum Porsenna iubebat accipere ingentique urbem obsidione premebat; Aeneadae in ferrum pro libertate ruebant Pure Porsenna ordinava di accogliere Tarquinio cacciato e pressava la città di gigantesco assedio;Gli Eneadi si precipitavano alle armi per la libertà
illum indignanti similem similemque minanti aspiceres, pontem auderet quia vellere Cocles et fluvium vinclis innaret Cloelia ruptis Lo avresti potuto vedere simile a chi s'indigna e simile a chi minaccia, poiché Coclite osava rompere il ponte e Clelia, rotte le catene, passava a nuoto il fiume
in summo custos Tarpeiae Manlius arcis stabat pro templo et Capitolia celsa tenebat, Romuleoque recens horrebat regia culmo In cima alla rocca Tarpea Manlio, il custode,si ergeva davanti al tempio ed occupava l'alto Campidoglio, la reggia nuova era irta della paglia romulea
atque hic auratis volitans argenteus anser porticibus Gallos in limine adesse canebat; Galli per dumos aderant arcemque tenebant defensi tenebris et dono noctis opacae Ancora qui svolazzante tra i portici d'oro un'oca d'argento gridava che c'erano i Galli; i Galli attraverso roveti si avvicinavano ed occupavan la rocca difesi dalle tenebre e dal dono d'una notte buia
aurea caesaries ollis atque aurea vestis, virgatis lucent sagulis, tum lactea colla auro innectuntur, duo quisque Alpina coruscant gaesa manu, scutis protecti corpora longis Essi avevan capigliatura d'oro e veste d'oro, brillano nei mantelli striati, poi i colli lattei son intrecciati d'oro, due lance alpine ciascuno rosseggiano in mano, protetti i corpi da lunghi scudi

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