Virgilio, Eneide: Libro 08 - CANTI IN ONORE DI ERCOLE

Virgilio, Eneide: Libro 08 - CANTI IN ONORE DI ERCOLE

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 08 - CANTI IN ONORE DI ERCOLE

Devexo interea propior fit Vesper Olympo Partito intanto l'Olimpo, Vespero si fa più vicino
iamque sacerdotes primusque Potitius ibant pellibus in morem cincti, flammasque ferebant Ormai i sacerdoti e per primo Potizio procedevanocinti di pelli secondo tradizione, e portavano fiaccole
instaurant epulas et mensae grata secundae dona ferunt cumulantque oneratis lancibus aras Preparano banchetti e portano i graditi donidella seconda mensa e ricoprono gli altari di piatti ricolmi
tum Salii ad cantus incensa altaria circum populeis adsunt evincti tempora ramis, hic iuvenum chorus, ille senum, qui carmine laudes Herculeas et facta ferunt: ut prima novercae monstra manu geminosque premens eliserit anguis, ut bello egregias idem disiecerit urbes, Troiamque Oechaliamque, ut duros mille labores rege sub Eurystheo fatis Iunonis iniquae pertulerit Allora si presentano i Salii cinte le tempia di rami di pioppo per i canti attorno agli altari accesi,questo il coro dei giovani, quello degli anziani, che col canto ricordano le lodi di Ercole e le azioni: come stringendo due serpi li strozzò con la mano, primi mostri della matrigna, come in guerra lui stesso distrusse famose città, Troia ed Ecalia, come patì milla dure fatiche sotto il re Euristeo per i fati della ingiusta Giunone
'tu nubigenas, invicte, bimembris Hylaeumque Pholumque manu, tu Cresia mactas prodigia et vastum Nemeae sub rupe leonem Tu, invincibile, i nubigeni bimembriIleo e Folo immoli con la mano, tu (ancora) i mostri cretesi e sotto la rupe il gigantesco leone di Nemea
te Stygii tremuere lacus, te ianitor Orci ossa super recubans antro semesa cruento; nec te ullae facies, non terruit ipse Typhoeus arduus arma tenens; non te rationis egentem Lernaeus turba capitum circumstetit anguis Per te tremarono i laghi stigi, per te (pure) il portinaio dell'Orco sdraiato nell'antro cruento sopra le ossa rosicchiate; te nessun mostro, lo stesso gigantesco Tifeo, tenendo le armi , non ti atterrì; non circondò te privo di piani il serpente lerneo con la folla di teste
salve, vera Iovis proles, decus addite divis, et nos et tua dexter adi pede sacra secundo Salve, vera prole di Giove, aggiunto onore agli dei,propizio con piede benigno visita noi ed i tui riti
' talia carminibus celebrant; super omnia Caci speluncam adiciunt spirantemque ignibus ipsum Così celebrano coi canti; oltre a tutto aggiungonola spelonca di Caco, lui che esalava (di) fuochi
consonat omne nemus strepitu collesque resultant Risuona di strepito tutto il bosco ed i colli sussultano

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