Virgilio, Eneide: Libro 07 - LE PORTE DELLA GUERRA

Virgilio, Eneide: Libro 07 - LE PORTE DELLA GUERRA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 07 - LE PORTE DELLA GUERRA

Mos erat Hesperio in Latio, quem protinus urbes Albanae coluere sacrum, nunc maxima rerum Roma colit, cum prima movent in proelia Martem, sive Getis inferre manu lacrimabile bellum Hyrcanisve Arabisve parant, seu tendere ad Indos Auroramque sequi Parthosque reposcere signa: sunt geminae Belli portae, sic nomine dicunt,religione sacrae et saevi formidine Martis; centum aerei claudunt vectes aeternaque ferri robora, nec custos absistit limine Ianus C'era tradizione nel Lazio esperio, che subito le cittàalbane conservarono sacra, ora Roma, la massima,la conserva, quando muovono Marte ai primi scontri,sia preparino a portare la lacrimevole guerra ai Getio agli Ircani o agli Arabi, sia dirigersi agli Indi e seguire l'Aurora o riprendere le bandiere ai Parti:le porte della Guerra sono due, così le chiaman di nome, sacre per culto e per terrore del crudele Marte;le chiudono cento sbarre di bronzo ed eterni potenze di ferro, né Giano, il custode, s'assenta dalla soglia
has, ubi certa sedet patribus sententia pugnae, ipse Quirinali trabea cinctuque Gabino insignis reserat stridentia limina consul, ipse vocat pugnas; sequitur tum cetera pubes, aereaque adsensu conspirant cornua rauco Queste, quando una sicuraa decisione di guerra è decisa dai senatori, lo stesso console apre le stridenti soglie insignito della trabea di Quirino e del cinto di Gabi, egli chiama gli scontri; segue poi il resto della gioventù, e le bronzee corna di bronzo risuonano di rauco consenso
hoc et tum Aeneadis indicere bella Latinus more iubebatur tristisque recludere portas Con questo anche allora si comandava che Latino dichiarasse guerra agli Eneadi secondo il costume ed aprire le tristi porte
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Virgilio, Eneide: Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - SORTE E DESTINO DELLE ANIME

abstinuit tactu pater aversusque refugit foeda ministeria, et caecis se condidit umbris Il padre si astenne dal contatto e contrario rifuggì i sozzi ministeri e si nascose in cieche ombre
tum regina deum caelo delapsa morantis impulit ipsa manu portas, et cardine verso Belli ferratos rumpit Saturnia postis Allora scesa dal cielo la regina degli dei spinse lei stessa con la mano le porte esitanti e infranto il cardine la Saturnia rompe i ferrei battenti della Guerra
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