Virgilio, Eneide: Libro 07 - GLI ARMATI D’ITALIA

Virgilio, Eneide: Libro 07 - GLI ARMATI D’ITALIA

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 07 - GLI ARMATI D’ITALIA

Pandite nunc Helicona, deae, cantusque movete, qui bello exciti reges, quae quemque secutae complerint campos acies, quibus Itala iam tum floruerit terra alma viris, quibus arserit armis; et meministis enim, divae, et memorare potestis; ad nos vix tenuis famae perlabitur aura Aprite adesso, dee, l'Elicona e muovete i cnti,quali re chiamati alla guerra, quali schiere, seguendo ognuno, abbian riempito le piane, di quali uomini già allora l'Italia, alma terra, fosse fiorente, di quali armi sia arsa; certo ricordate, divine, e potete raccontare; a noi a stento scivola un leggero soffio di fama
Primus init bellum Tyrrhenis asper ab oris contemptor divum Mezentius agminaque armat Per primo entra in guerra dai lidi tirreni l'aspro Mezenzio, di sprezzator degli dei, ed arma schiere
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Virgilio, Eneide: Libro 10 - LA MORTE DI LAUSO

filius huic iuxta Lausus, quo pulchrior alter non fuit excepto Laurentis corpore Turni; Lausus, equum domitor debellatorque ferarum, ducit Agyllina nequiquam ex urbe secutos mille viros, dignus patriis qui laetior esset imperiis et cui pater haud Mezentius esset Vicino a lui il figlio Lauso, di cui non ci fu un altropiù bello eccetto il corpo di Turno di Laurento; Lauso, domator di cavalli e sterminatore di fiere, guida dalla città di Agilla mille uomini, che l'han seguito invano, degno di esser più fortunato nei regni paterni e che non gli fosse padre Mezenzio
Post hos insignem palma per gramina currum victoresque ostentat equos satus Hercule pulchro pulcher Aventinus, clipeoque insigne paternum centum anguis cinctamque gerit serpentibus Hydram; collis Aventini silva quem Rhea sacerdos furtivum partu sub luminis edidit oras, mixta deo mulier, postquam Laurentia victor Geryone exstincto Tirynthius attigit arva, Tyrrhenoque boves in flumine lavit Hiberas Dopo questi ostenta sul prato un cocchio insignito di palma e cavalli vincitori nato da Ercole belloil bell'Aventino, e porta sullo scudo l'insegna paterna,cento serpi e l'Idra cinta di serpenti; lo nella selva del colle Aventino la sacerdotessa Rea, furtivo lo diede col parto alle zone della luce, donna unitasi al dio, dopo che il Tirinzio vincitore, ucciso Gerione, toccò i campi di Laurento, e lavò le vacche ibere nel fiume tirreno
pila manu saevosque gerunt in bella dolones, et tereti pugnant mucrone veruque Sabello Portano per la guerra in mano lance e terribili bastoni, e lottano con pugnale ben fatto e spiedo sabello
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Virgilio, Eneide: Libro 12 - L’ASSEDIO DELLA CITTA'

ipse pedes, tegimen torquens immane leonis, terribili impexum saeta cum dentibus albis indutus capiti, sic regia tecta subibat, horridus Herculeoque umeros innexus amictu Egli a piedi, avvolgendo una enorme pelle di leone, scarmigliata, con la terribile criniera (e) i denti bianchi indossandola sul capo, così s'avvicinava al palazzo reale, spaventoso e coperto le spalle di mantello erculeo
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Virgilio, Eneide: Libro 01 - LA VERGINE CASSANDRA

Tum gemini fratres Tiburtia moenia linquunt, fratris Tiburti dictam cognomine gentem, Catillusque acerque Coras, Argiva iuventus, et primam ante aciem densa inter tela feruntur: ceu duo nubigenae cum vertice montis ab alto descendunt Centauri Homolen Othrymque nivalem linquentes cursu rapido; dat euntibus ingens silva locum et magno cedunt virgulta fragore Poi due fratelli lasciano le mura di Tivoli, popolo chiamato dal nome del fratello Tiburte,Catillo ed il forte Cora, gioventù argiva, E si portano in prima fila tra le dense frecce: Come quando scendono dall'alta cima del monte i due Centauri nati da nubi, lasciando l'Omole e l'Otri rivale con rapida corsa; la immensa salva dà il posto a loro che passano e i virgulti cedono con grande fragore
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Nec Praenestinae fundator defuit urbis, Volcano genitum pecora inter agrestia regem inventumque focis omnis quem credidit aetas, Caeculus Né mancò il fondatore della città di Preneste, chè ogni epoca credette un re generato da Vulcanotra le mandrie agresti e trovato nei fuochi, Ceculo
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hunc legio late comitatur agrestis: quique altum Praeneste viri quique arva Gabinae Iunonis gelidumque Anienem et roscida rivis Hernica saxa colunt, quos dives Anagnia pascis, quos Amasene pater Lo accompagna in gran numero una legione agreste:quegli uomini che abutano l'alta Preneste, quelli che (abitano) i campi di Giunone Gabina ed il gelido Aniene e le rocce Erniche irrorate di ruscelli, quelli che (tu) ricca Anagni nutri e (tu) padre Amaseno
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non illis omnibus arma nec clipei currusve sonant; pars maxima glandes liventis plumbi spargit, pars spicula gestat bina manu, fulvosque lupi de pelle galeros tegmen habent capiti; vestigia nuda sinistri instituere pedis, crudus tegit altera pero Non a tutti quelli risuonano armi, scudi o cocchi; la massima parte sparge ghiande di livido piombo, parte porta in mano due due lance, ed hanno come protezione sul capo caschi rossi di pelle di lupo; fecero orme nude del piede sinistro, cuoio rozzo copre le altre