Virgilio, Eneide: Libro 06 - IL TEMPIO DEL DIO APOLLO

Virgilio, Eneide: Libro 06 - IL TEMPIO DEL DIO APOLLO

Cultura

Latino: dall'autore Virgilio, opera Eneide parte Libro 06 - IL TEMPIO DEL DIO APOLLO

at pius Aeneas arces quibus altus Apollo praesidet horrendaeque procul secreta Sibyllae, antrum immane, petit, magnam cui mentem animumque Delius inspirat vates aperitque futura Ma il pio Enea si dirige alle rocche, su cui l'alto ApoloComanda e le caverne della spaventosa Sibilla, antro gigantesco: ad essa il profeta di Delo infondela grande anima e la mente e svela il futuro
iam subeunt Triviae lucos atque aurea tecta Ormai raggiungono i boschi di Trivia ed i tetti dorati
Daedalus, ut fama est, fugiens Minoia regna praepetibus pennis ausus se credere caelo insuetum per iter gelidas enauit ad Arctos, Chalcidicaque leuis tandem super astitit arce Dedalo, come è fama, fuggendo i regni minoici, osando affidarsi al cielo con rapide penne, navigò per l'insolita strada verso le gelide
redditus his primum terris tibi, Phoebe, sacravit remigium alarum posuitque immania templa Dapprima restituito a queste terre consacrò a te, Febo, l'alato remeggio e fondò templi giganteschi
in foribus letum Androgeo; tum pendere poenas Cecropidae iussi miserum Sui battenti (c'è) la morte di Androgeo: poi i Cecropidi, obbligati a pagare le pene, Terribile
septena quotannis corpora natorum; stat ductis sortibus urna Sette corpi di figli all'anno; c'è l'urna, estratte le sorti
contra elata mari respondet Cnosia tellus: hic crudelis amor tauri suppostaque furto Pasiphae mixtumque genus prolesque biformis Minotaurus inest, Veneris monimenta nefandae, hic labor ille domus et inextricabilis error; magnum reginae sed enim miseratus amorem Daedalus ipse dolos tecti ambagesque resoluit, caeca regens filo vestigia Dirimpetto risponde la terra di Cnosso, alta sul mare, qui c'è il crudele amore del toro e Pasifae sottoposta all'inganno, la razza mista e la prole biforme: il Minotauro, insegnamenti della maledetta Venere; qui c'è l'ntrico di casa e l'inestricabile vagare; ma compassionando il grande amore della regina Dedalo stesso risolse gli inganni ed i bubbi dell'edificio guidando i ciechi passi col filo
tu quoque magnam partem opere in tanto, sineret dolor, Icare, haberes Tu pure avresti grande parte, Icaro, in sì grande opera, lo permettesse il dolore
bis conatus erat casus effingere in auro, bis patriae cecidere manus due volte aveva cercato di rappresentare le vicende nell'oro, due volte caddero le mani paterne
quin protinus omnia perlegerent oculis, ni iam praemissus Achates adforet atque una Phoebi Triviaeque sacerdos, Deiphobe Glauci, fatur quae talia regi: 'non hoc ista sibi tempus spectacula poscit; nunc grege de intacto septem mactare iuuencos praestiterit, totidem lectas ex more bidentis' Certamete subito rimirerebbero con gli occhi, se Acate , mandato avanti non si presentasse ed insieme la sacerdotessa di Febo e di Trivia, Deifibe, figlia di Glauco,che dice al re talicose: Questo momento non richede queste scene: ora sarebbe meglio sacrificare sette giovenchi da gregge integro, ed altrettante pecore scelte secondo il rito